La Nuova Sardegna

Sassari

Campus: 50 milioni per ripartire

di Giovanni Bua
Campus: 50 milioni per ripartire

Sì in Consiglio alla relazione del sindaco: «Anno terribile ma abbiamo gettato le basi per il futuro»

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SASSARI. Venti voti favorevoli (compreso quello del sindaco e di Daniele Deiana di FdI), due astensioni (Andria e Ginesu) e il resto dell’opposizione sull’Aventino. Con il Pd che non si è proprio presentato in aula, e il centrosinistra e Sassari Civica che l’hanno abbandonata al momento del voto. Serra i ranghi della sua maggioranza Nanni Campus, da tempo arroccata su 18 consiglieri, che più volte, mentre il primo cittadino legge la sua relazione annuale, si contano, si chiamano, verificano. Nessuna defezione è permessa, pena una scivolata che il sindaco non accetterebbe, facendo saltare, come più volte minacciato, il tavolo.

Sindaco che però difende con vigore i risultati del suo ultimo anno di governo. «Un anno terribile, per tutti – sottolinea – che ha visto la nostra città affrontare tre ondate di pandemia con sempre maggiore coesione e senso civico, diventando da problema a esempio per tutta l’Isola». Un anno in cui Campus rivendica di aver portato nelle casse comunali: «In termini di investimenti, manutenzioni straordinarie e progetti, escludendo naturalmente qualsiasi finanziamento pregresso sia Comunale che della Rete, 47.500.000 di euro, incamerati e pronti da spendere. E abbiamo avviato richieste, ancora al vaglio dei relativi Ministeri, per altri 22 milioni. Dovremmo essere giustamente più che soddisfatti ma non lo siamo: mancano ancora troppe risposte sul quotidiano, mentre gli effetti di questa straordinaria quantità di finanziamenti e di questi progetti si vedranno tra anni».

«É certamente il mio destino – ha sottolineato – rendere più facile la vita dei sindaci che vengono dopo di me. Ma lo è per una scelta precisa: perché non è la quantità dei finanziamenti che conta, ma conta sopratutto la qualità delle opere che si realizzano. Qualità in termini di utilità reale e collettiva delle opere che si realizzano; utilità in termini di prospettiva di crescita della Città e di fruibilità da parte di tutto quel vasto territorio che vuole in Sassari il suo centro di riferimento ed il suo volano economico, sociale, culturale, formativo, sanitario, burocratico e di programmazione».

Tra le criticità ammesse dal primo cittadino quella relativa ai rifiuti: «Un contratto sottoscritto a novembre 2020 con 6 mesi di fase transitoria, ma che dal 1 giugno avrebbe dovuto essere a regime ma che a regime non è ancora mai andato nonostante richiami, sanzioni, ordini di servizio, cambi di responsabili, errori e ritardi, cattiva gestione del personale e scioperi». Poi le infrastrutture: «Non passa giorno che non si evidenzino vecchi e nuovi problemi su strade e marciapiedi: asfalti, pavimentazioni, segnaletica, semafori, illuminazione, arredi. Eppure si sono cercate e trovate le risorse finanziarie, elaborati i progetti, avviati in molti casi lavori per la manutenzione stradale e dei marciapiedi, la segnaletica orizzontale e verticale, il consolidamento di viale Trento, la messa in sicurezza del ponte di Rosello e del viadotto Don Sturzo per un totale di oltre 5 milioni di euro. Ma non siamo riusciti dare le risposte che la città ci chiede, e servirebbero decine di milioni per praticamente tutte le strade vicinali, per moltissime vie in tutti i quartieri e sopratutto nelle borgate, o al disastro delle strade, e non solo delle strade, di Predda Niedda, in stato di assoluto abbandono».

Infine un nota per quanto riguarda il futuro: «Abbiamo avito accesso a finanziamenti fondamentali per liberare la Città e la sua periferia dall’incubo e dalle limitazioni del rischio idrogeologico, oltre alla prosecuzione e rimodulazione, spesso radicale di molte schede e proposte progettuali, di programmi di intervento già avviati, come quelli del piano periferie e per il vecchio mercato».

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