Endoscopia, apre il nuovo centro
È stato realizzato al secondo piano del Palazzo Clemente Avrà due sale multidisciplinari per le attività specialistiche
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SASSARI . Sarà un Centro di endoscopia di secondo livello dove gli specialisti dell’Aou effettueranno prestazioni di specialistica ambulatoriale nelle discipline di gastroenterologia e pneumologia. Il centro è al secondo piano del Palazzo Clemente ed è composto da due sale multidisciplinari e una sala risvegli. I lavori di adeguamento hanno riguardato interventi impiantistici, strutturali, tecnologici e organizzativi.
A essere protagonista sarà l’endoscopia digestiva diagnostica e operativa finalizzata, in particolare, alla diagnosi e al successivo trattamento di numerose patologie del tratto gastroenterico superiore e del tratto digestivo inferiore. L’apertura dei nuovi locali consentirà, inoltre, l'esecuzione di procedure endoscopiche operative in un contesto protetto e con eventuale assistenza anestesiologica, senza necessità di trattare il paziente nel blocco operatorio, come nel recente passato.
«Continuiamo con la nostra strategia che – afferma il commissario straordinario dell'Aou di Sassari, Antonio Lorenzo Spano – si basa sul potenziamento delle strutture attraverso investimenti mirati. Abbiamo portato a compimento, solo a pochi giorni dall'apertura del nuovo DH Oncologico, un'ulteriore struttura necessaria per il nostro ospedale, che consentirà di dare migliori e più celeri risposte ai pazienti, con il conseguente abbattimento delle liste d'attesa».
«Mettiamo a disposizione del territorio un centro endoscopico di secondo livello e multidisciplinare – aggiunge il direttore sanitario Franco Bandiera – unico in Sardegna. Da subito daremo spazio alle specialistiche di endoscopia digestiva e broncoscopia mentre in futuro, al suo interno, potranno operare altre discipline».
«Aggiungiamo, così, un nuovo tassello – conclude – nel programma di riorganizzazione e aggiornamento delle metodiche utilizzate nella nostra azienda». Sino al febbraio 2020, prima del Covid, nel Centro di Endoscopia, con sede nella palazzina di Malattie infettive, venivano erogate tra le 4.500 e le 5.000 prestazioni all’anno. La chiusura del Centro per la necessità di ampliare la disponibilità di posti letto Covid ha portato negli ultimi 18 mesi ad un calo dell’attività.
«L'obiettivo – afferma il direttore del Dipartimento chirurgico, professor Alberto Porcu – è quello di ritornare ai volumi di erogazione pre-Covid, ottimizzando al meglio i nuovi spazi». (r.cr.)
A essere protagonista sarà l’endoscopia digestiva diagnostica e operativa finalizzata, in particolare, alla diagnosi e al successivo trattamento di numerose patologie del tratto gastroenterico superiore e del tratto digestivo inferiore. L’apertura dei nuovi locali consentirà, inoltre, l'esecuzione di procedure endoscopiche operative in un contesto protetto e con eventuale assistenza anestesiologica, senza necessità di trattare il paziente nel blocco operatorio, come nel recente passato.
«Continuiamo con la nostra strategia che – afferma il commissario straordinario dell'Aou di Sassari, Antonio Lorenzo Spano – si basa sul potenziamento delle strutture attraverso investimenti mirati. Abbiamo portato a compimento, solo a pochi giorni dall'apertura del nuovo DH Oncologico, un'ulteriore struttura necessaria per il nostro ospedale, che consentirà di dare migliori e più celeri risposte ai pazienti, con il conseguente abbattimento delle liste d'attesa».
«Mettiamo a disposizione del territorio un centro endoscopico di secondo livello e multidisciplinare – aggiunge il direttore sanitario Franco Bandiera – unico in Sardegna. Da subito daremo spazio alle specialistiche di endoscopia digestiva e broncoscopia mentre in futuro, al suo interno, potranno operare altre discipline».
«Aggiungiamo, così, un nuovo tassello – conclude – nel programma di riorganizzazione e aggiornamento delle metodiche utilizzate nella nostra azienda». Sino al febbraio 2020, prima del Covid, nel Centro di Endoscopia, con sede nella palazzina di Malattie infettive, venivano erogate tra le 4.500 e le 5.000 prestazioni all’anno. La chiusura del Centro per la necessità di ampliare la disponibilità di posti letto Covid ha portato negli ultimi 18 mesi ad un calo dell’attività.
«L'obiettivo – afferma il direttore del Dipartimento chirurgico, professor Alberto Porcu – è quello di ritornare ai volumi di erogazione pre-Covid, ottimizzando al meglio i nuovi spazi». (r.cr.)
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