Tenta il suicidio, salvata dalle agenti
L’episodio si è verificato mercoledì nel carcere di Bancali. Denuncia del Sappe
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Una detenuta del carcere di Bancali che ha tentato di togliersi la vita in cella è stata salvata grazie al tempestivo intervento degli agenti della polizia penitenziaria. La notizia è stata diffusa dal delegato nazionale per la Sardegna del Sindacato autonoma polizia penitenziaria (Sappe) Antonio Cannas che ha sottolineato l’importanza della professionalità dimostrata dagli agenti intervenuti.
«Mercoledì sera la detenuta di nazionalità straniera, durante la somministrazione della terapia ha inveito contro un’altra reclusa nei confronti della quale è già esistente un “divieto di incontro”. Al momento di rientrare in cella, la detenuta ha prima spaccato lo sgabello e altri oggetti che teneva in cella e poi ha tentato il suicidio con un lenzuolo trasformato in un rudimentale cappio. L’intervento delle poliziotte è stato tempestivo ed è stato determinante per salvare la vita alla detenuta».
Per Luca Fais, segretario regionale del Sappe Sardegna, «questa è la polizia penitenziaria pronta ad agire con gli altri operatori e con gli stessi detenuti, come è avvenuto per l’evento critico registrato nel carcere di Sassari. Questa è comunità, ma nel rispetto dei difficili ruoli che ognuno viene chiamato a svolgere per la propria parte di competenza. Il compiacimento del Sappe Sardegna va incondizionatamente alle colleghe di Sassari e ai sanitari che hanno tutelato la vita a un essere umano vinto dalla disperazione».
Il segretario generale del Sappe Donato Capece ha espresso apprezzamento per la professionalità dimostrata dalle poliziotte del carcere sassarese: «L’ennesimo tentato suicidio di una persona detenuta, sventato in tempo dalla professionalità e attenzione delle poliziotte, dimostra come i problemi sociali e umani permangono, eccome, nei penitenziari. Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della polizia penitenziaria hanno sventato, nelle carceri italiane, più di 23mila tentati suicidi e impedito che quasi 180mila atti di autolesionismo potessero avere gravi conseguenze. Questo è ciò che fanno tutti i giorni le donne e gli uomini del Corpo: contribuire a salvare lvite umane».
«Mercoledì sera la detenuta di nazionalità straniera, durante la somministrazione della terapia ha inveito contro un’altra reclusa nei confronti della quale è già esistente un “divieto di incontro”. Al momento di rientrare in cella, la detenuta ha prima spaccato lo sgabello e altri oggetti che teneva in cella e poi ha tentato il suicidio con un lenzuolo trasformato in un rudimentale cappio. L’intervento delle poliziotte è stato tempestivo ed è stato determinante per salvare la vita alla detenuta».
Per Luca Fais, segretario regionale del Sappe Sardegna, «questa è la polizia penitenziaria pronta ad agire con gli altri operatori e con gli stessi detenuti, come è avvenuto per l’evento critico registrato nel carcere di Sassari. Questa è comunità, ma nel rispetto dei difficili ruoli che ognuno viene chiamato a svolgere per la propria parte di competenza. Il compiacimento del Sappe Sardegna va incondizionatamente alle colleghe di Sassari e ai sanitari che hanno tutelato la vita a un essere umano vinto dalla disperazione».
Il segretario generale del Sappe Donato Capece ha espresso apprezzamento per la professionalità dimostrata dalle poliziotte del carcere sassarese: «L’ennesimo tentato suicidio di una persona detenuta, sventato in tempo dalla professionalità e attenzione delle poliziotte, dimostra come i problemi sociali e umani permangono, eccome, nei penitenziari. Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della polizia penitenziaria hanno sventato, nelle carceri italiane, più di 23mila tentati suicidi e impedito che quasi 180mila atti di autolesionismo potessero avere gravi conseguenze. Questo è ciò che fanno tutti i giorni le donne e gli uomini del Corpo: contribuire a salvare lvite umane».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google