Un passo verso la normalità
di Giovanni Bua
Tutto pronto per la Faradda. Il sindaco: «Sia un giorno di passione e di grande responsabilità»
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SASSARI. Un passo, di danza, verso la normalità. Una festa senza festa. Un potente segnale di una comunità ferita e orgogliosa che, per l’ennesima volta, si stringe attorno ai suoi Candelieri, invoca la protezione dell’Assunta sciogliendo il secolare voto, e si mette alla prova, portando di nuovo i ceri per le strade, vestendoli amorosamente a festa, facendoli danzare prima dell’ingresso in chiesa. Tutto con rigoroso rispetto di tutte le norme igienico sanitarie, e un programma limato nei più piccoli dettagli per settimane. Frutto di concessioni, prese di responsabilità, condivisione, coraggio, sofferenza per chi non c’è più e per chi tanto sta patendo per questa infinita pandemia, ma anche dirompente voglia di vivere, di ricominciare.
Sono i Candelieri 2021, che scrivono l’ennesima pagina di storia. Con la comunità gremiale che, dopo la Faradda non Faradda dell’orribile 2020, con la festa ridotta al suo più puro e profondo significato religioso, continua a ripensarsi e mettersi in gioco. «Questi mesi ci hanno portato a riflettere sui significati più profondi della festa, su quello che davvero volevamo fare emergere, far ritornare. Ci tornerà utile anche in futuro, è stato per tutti un grande momento di crescita». Parole del presidente dell’Intergremio Fabio Madau, che ieri mattina a Palazzo Ducale ha partecipato alla presentazione della Faradda insieme al sindaco Nanni Campus, l’arcivescovo Gian Franco Saba, e padre Salvatore Sanna Guardiano del Convento di Santa Maria in Betlem.
«Per la seconda volta sarà una cerimonia molto diversa da quella a cui la città è abituata – ha spiegato Campus – e ci auguriamo che, dal prossimo anno, torni la nostra amata festa. Sarà però anche un momento di grande responsabilità per la nostra comunità, che potrà dimostrare a tutti con quanta serietà, devozione, partecipazione, saprà rendere onore a questa occasione. Siamo pronti, con il contributo davvero di tutti, e siamo sicuri che tutto andrà per il meglio». «Un passo avanti nell’unità – ha sottolineato l’arcivescovo Saba – che ripone al centro la dimensione spirituale ed ecclesiale di una festa che ha origine nella fede, che non è in conflitto con la sua dimensione umana, anzi. Se il cammino spirituale affiancherà il cammino dei gremi questo darà frutti significativi».
Il programma. La mattina del 14 agosto si terrà nel Palazzo di Città la Vestizione della bandiera del gremio dei Massai, che sarà poi esposta sul terrazzo. Sempre di mattina le corporazioni vestiranno il Candeliere nelle proprie sedi. Nelle aree pubbliche in cui si terrà la vestizione non ci saranno esibizioni di ballo con i Ceri. La sera i Ceri saranno trasferiti dai luoghi in cui si sarà svolto il rito della vestizione fino a piazza Santa Maria, per lo scioglimento del Voto. Niente soste e niente balli, sempre per evitare assembramenti.
A Palazzo di Città, ci sarà il brindisi a zent'anni, tra il sindaco Nanni Campus e il gremio dei Massai, a cui parteciperanno anche l'arcivescovo monsignor Gian Franco Saba, il prefetto Maria Luisa D'Alessandro e padre Salvatore Sanna Guardiano del Convento di Santa Maria in Betlem. Subito dopo la Municipalità e i Massai arriveranno alla chiesa di santa Maria di Betlem, in corteo e senza seguire il tradizionale percorso. I gremi, giunti in piazza santa Maria, finalmente balleranno. E poi faranno il loro ingresso in chiesa. Dopo il saluto del padre guardiano, sarà recitata la preghiera per la Madonna dell'Assunta e infine il vescovo impartirà la benedizione. La giornata si concluderà a Palazzo Ducale, dove i Massai accompagneranno il sindaco per lo scambio tra la bandiera del gremio e il gonfalone.
Sono i Candelieri 2021, che scrivono l’ennesima pagina di storia. Con la comunità gremiale che, dopo la Faradda non Faradda dell’orribile 2020, con la festa ridotta al suo più puro e profondo significato religioso, continua a ripensarsi e mettersi in gioco. «Questi mesi ci hanno portato a riflettere sui significati più profondi della festa, su quello che davvero volevamo fare emergere, far ritornare. Ci tornerà utile anche in futuro, è stato per tutti un grande momento di crescita». Parole del presidente dell’Intergremio Fabio Madau, che ieri mattina a Palazzo Ducale ha partecipato alla presentazione della Faradda insieme al sindaco Nanni Campus, l’arcivescovo Gian Franco Saba, e padre Salvatore Sanna Guardiano del Convento di Santa Maria in Betlem.
«Per la seconda volta sarà una cerimonia molto diversa da quella a cui la città è abituata – ha spiegato Campus – e ci auguriamo che, dal prossimo anno, torni la nostra amata festa. Sarà però anche un momento di grande responsabilità per la nostra comunità, che potrà dimostrare a tutti con quanta serietà, devozione, partecipazione, saprà rendere onore a questa occasione. Siamo pronti, con il contributo davvero di tutti, e siamo sicuri che tutto andrà per il meglio». «Un passo avanti nell’unità – ha sottolineato l’arcivescovo Saba – che ripone al centro la dimensione spirituale ed ecclesiale di una festa che ha origine nella fede, che non è in conflitto con la sua dimensione umana, anzi. Se il cammino spirituale affiancherà il cammino dei gremi questo darà frutti significativi».
Il programma. La mattina del 14 agosto si terrà nel Palazzo di Città la Vestizione della bandiera del gremio dei Massai, che sarà poi esposta sul terrazzo. Sempre di mattina le corporazioni vestiranno il Candeliere nelle proprie sedi. Nelle aree pubbliche in cui si terrà la vestizione non ci saranno esibizioni di ballo con i Ceri. La sera i Ceri saranno trasferiti dai luoghi in cui si sarà svolto il rito della vestizione fino a piazza Santa Maria, per lo scioglimento del Voto. Niente soste e niente balli, sempre per evitare assembramenti.
A Palazzo di Città, ci sarà il brindisi a zent'anni, tra il sindaco Nanni Campus e il gremio dei Massai, a cui parteciperanno anche l'arcivescovo monsignor Gian Franco Saba, il prefetto Maria Luisa D'Alessandro e padre Salvatore Sanna Guardiano del Convento di Santa Maria in Betlem. Subito dopo la Municipalità e i Massai arriveranno alla chiesa di santa Maria di Betlem, in corteo e senza seguire il tradizionale percorso. I gremi, giunti in piazza santa Maria, finalmente balleranno. E poi faranno il loro ingresso in chiesa. Dopo il saluto del padre guardiano, sarà recitata la preghiera per la Madonna dell'Assunta e infine il vescovo impartirà la benedizione. La giornata si concluderà a Palazzo Ducale, dove i Massai accompagneranno il sindaco per lo scambio tra la bandiera del gremio e il gonfalone.
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