Sassari, i Candelieri 2021: un piccolo segnale di speranza
Quella di quest'anno sarà una cerimonia molto diversa rispetto a quelle tradizionali del passato, un piccolo passo, un salto in avanti che chiama la città e la comunità che guarda con speranza allo scioglimento del Voto alla Vergine Assunta a una prova di maturità - IL COMMENTO
Una splendida vignetta di Gef Sanna per dare un tocco artistico e originale e strappare un sorriso. È il contributo che abbiamo voluto dare per facilitare il lento percorso verso la normalità dopo due anni senza Faradda. Piazzare una delle foto di archivio nella copertina dell'inserto sarebbe stata una operazione ripetitiva, figlia di un automatismo che equivale al ricordo di un appuntamento che non c'è. Che non si fa. E invece qualcosa si muove: quella di quest'anno sarà una cerimonia molto diversa rispetto a quelle tradizionali del passato, un piccolo passo, un salto in avanti che chiama la città e la comunità che guarda con speranza allo scioglimento del Voto alla Vergine Assunta a una prova di maturità. Il cortocircuito causato dalla pandemia che ha mandato in tilt anche storia e tradizioni infatti si può superare con coraggio e senso di responsabilità. E ora che si fa un gran discutere di green pass e di vaccini, di chi è favorevole e contrario, di chi pensa persino di comprare al mercato nero i lasciapassare che mai e poi mai si sognerebbe di richiedere seguendo vie legali, beh il segnale che arriva da Comune, arcivescovo e Intergremio merita di essere valorizzato e recepito come l’inizio di una stagione nuova. La speranza di superare il dramma della pandemia è un aiuto a ritrovarsi, perchè purtroppo non siamo usciti migliori (come in tanti auspicavano) dallo scontro terribile con un virus che ha frantumato famiglie e lasciato tristezza e lutto. E poco importa se uno crede o non crede, se venera la Madonna o magari immagina di essere al centro del mondo con un ruolo onnipotente che solo i social riescono ad attribuire. La discesa dei candelieri è un momento di riflessione, di riunione della comunità, la Festha Manna di Sassari ma anche una fase di rigenerazione, di recupero delle forze per provare davvero a ritrovarsi. Il Voto alla Madonna per liberare Sassari dalla peste nel 1652 racconta che dopo l’intercessione dell’Assunta, l’epidemia di peste che stava decimando la popolazione della città, cessò improvvisamente. E questo è un aspetto che ripropone un confronto semplice, autentico e senza tifoserie di parte. É un pezzo si storia. La città e il territorio - come tutte le altre realtà - escono a pezzi dalla coraggiosa battaglia contro il Covid: la parola crisi è quella più utilizzata. Crisi delle persone, delle famiglie, delle aziende, del lavoro, dei giovani che sono stati colpiti nelle loro libertà e ambizioni essenziali, degli anziani soli, molti morti senza neppure un abbraccio e l’ultima carezza da parte dei familiari. Il sistema della vita è finito sotto pressione, rigirato in un frullatore che ha ridotto in poltiglia anche le certezze più solide. Ora però c’è la consapevolezza di una lotta che può dare risultati, ma serve il contributo vero e leale di tutti. Non solo degli eroi barricati negli ospedali. La Faradda è solo una festa, una ricorrenza, quella di ogni anno, di ogni sera del 14 agosto. Era finita nascosta, rimossa dal calendario come altri eventi che richiamano migliaia di persone. Ora si ricomincia, piano. Partendo dalla vestizione dei ceri. Non ci saranno balli ed esibizioni che richiamano applausi e abbracci, che scatenano emozioni forti. Niente assembramenti, ancora per quest’anno: solo senso di responsabilità per limitare l’esposizione al rischio di diffusione del contagio. Ci sarà il brindisi tra la municipalità e il gremio dei Massai, l’augurio “a zent’anni” e a un 2022 che sia almeno migliore. É una sfida, proviamo a vincerla.
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