Belvedere, il ponticello resta vietato ai turisti
di Gavino Masia
L’erosione costiera ha deteriorato strutture suggestive e di grande attrazione Ora sono necessari interventi urgenti per la definitiva messa in sicurezza
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PORTO TORRES. L’erosione costiera continua ad avanzare nella zona delle Acque Dolci e alcune strutture che si affacciano al golfo dell’Asinara – il caratteristico ponticello di legno e il belvedere – continuano a rimanere interdette alla piena fruizione. Un vero peccato che una delle location più belle della città, quelle da cui scruti l’orizzonte marino e il Parco dell’Asinara, non possa essere utilizzata da anni proprio a causa dell’erosione costiera e alla mancanza di risorse che dovrebbe chiedere l’amministrazione comunale. Gli ultimi interventi di rinforzo messi in opera nel belvedere di Balai sono stati realizzati nel 2015 da una ditta incaricata dal Comune. Che aveva provveduto alla stuccatura completa di tutta la muratura della rotonda panoramica sul mare e alla ricostruzione dei due angoli che erano franati utilizzando gli stessi cocci originari. Sulla scalinata per il belvedere era stato inoltre ricostruito il pezzo di parapetto in acciaio inox e sostituito il tubolare in acciaio del corrimano a fianco al marciapiede.
A distanza di sei anni sono necessari altri interventi di difesa costiera per la messa in sicurezza del belvedere. Ovvero la costruzione di una massicciata in rocce naturali che vada a dissipare le energie prodotte dalle onde provenienti dai venti di grecale e tramontana. Nell’ultimo decennio, infatti, nella zona del Lungomare sono questi i venti preponderanti rispetto a quelli di ponente e maestrale. L’unica opera pubblica rimasta inagibile dopo i vari interventi per il consolidamento della costa delle Acque Dolci, rimane il caratteristico ponticello in legno che risulta ancora transennato per impedirne l’attraversamento proprio in direzione del belvedere. E’ considerato a rischio frana oramai da anni per i cedimenti continui di roccia causati dell’erosione. Una delle soluzioni meno impattanti – proposta qualche anno fa dall’ex dirigente comunale dei Lavori pubblici, ingegnere Claudio Vinci – era il parziale riempimento con dei massi flangiflutti disposti alla radice della scogliera. Un intervento per consentire il ripristino della graziosa struttura sospesa sul mare, che con quei nastri rossi e bianchi non mostra un bell’aspetto per turisti e visitatori che transitano nel Lungomare.
Gli ultimi interventi di difesa costiera in quella parte di costa turritana, elaborati da professionisti di un’Associazione temporanea d’impresa, avevano consentito nel 2004 la creazione di tre spiagge urbane. La barriera artificiale delle Acque Dolci ha necessità ora di essere rinforzata con dei massi guardiani dalle mareggiate, aumentando la dimensione della stessa, così come era previsto nello studio meteo-marino del Dipartimento di Ingegneria idraulica di Cagliari. Tutti gli interventi di dissesto idrogeologico in ambito urbano, tra l’altro, sotto l’aspetto della Protezione civile hanno una priorità di intervento e, quindi, di finanziamento.
A distanza di sei anni sono necessari altri interventi di difesa costiera per la messa in sicurezza del belvedere. Ovvero la costruzione di una massicciata in rocce naturali che vada a dissipare le energie prodotte dalle onde provenienti dai venti di grecale e tramontana. Nell’ultimo decennio, infatti, nella zona del Lungomare sono questi i venti preponderanti rispetto a quelli di ponente e maestrale. L’unica opera pubblica rimasta inagibile dopo i vari interventi per il consolidamento della costa delle Acque Dolci, rimane il caratteristico ponticello in legno che risulta ancora transennato per impedirne l’attraversamento proprio in direzione del belvedere. E’ considerato a rischio frana oramai da anni per i cedimenti continui di roccia causati dell’erosione. Una delle soluzioni meno impattanti – proposta qualche anno fa dall’ex dirigente comunale dei Lavori pubblici, ingegnere Claudio Vinci – era il parziale riempimento con dei massi flangiflutti disposti alla radice della scogliera. Un intervento per consentire il ripristino della graziosa struttura sospesa sul mare, che con quei nastri rossi e bianchi non mostra un bell’aspetto per turisti e visitatori che transitano nel Lungomare.
Gli ultimi interventi di difesa costiera in quella parte di costa turritana, elaborati da professionisti di un’Associazione temporanea d’impresa, avevano consentito nel 2004 la creazione di tre spiagge urbane. La barriera artificiale delle Acque Dolci ha necessità ora di essere rinforzata con dei massi guardiani dalle mareggiate, aumentando la dimensione della stessa, così come era previsto nello studio meteo-marino del Dipartimento di Ingegneria idraulica di Cagliari. Tutti gli interventi di dissesto idrogeologico in ambito urbano, tra l’altro, sotto l’aspetto della Protezione civile hanno una priorità di intervento e, quindi, di finanziamento.
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