Sassari, i ristoratori aperti a ferragosto: «Premiati dai tanti clienti»

Lo sconcerto dei turisti: «Le ferie ad agosto? Un retaggio degli anni Ottanta» 

SASSARI. «Perché, io le vacanze non me le devo fare?», tuona un barista quando gli chiedi per quale motivo ha scelto di abbassare la serranda nei giorni a cavallo di ferragosto. «Se so già che devo guadagnare pochi euro, io chiudo», aggiunge un suo collega che magari sino a due mesi fa scendeva in piazza a manifestare con il movimento “Io apro”. Provare a parlare con alcuni commercianti che nei giorni a cavallo di ferragosto hanno trasformato Sassari in un città fantasma è come salire su un ring contro un avversario pronto a mandarti al tappeto senza nemmeno aspettare l’inizio del match. Le argomentazioni – rigorosamente anonime – sono sempre le stesse, racchiuse in poche parole, e ti stordiscono come un montante in pieno viso.

Mentre a guardar bene tra chi invece il 14, 15 e 16 agosto ha deciso di garantire un servizio di ristoro ai cittadini e ai turisti si scopre che il tanto per guadagnare c’era eccome, o che le vacanze, dopo mesi e mesi di chiusure forzate, possono tranquillamente slittare di qualche settimana. Lo ammette Dario Manca, titolare del ristorante Saint Joseph, in via Asproni. «Effettivamente – dice – i clienti ci hanno premiato, nel senso che abbiamo lavorato moltissimo. Del resto si sapeva che, vacanzieri a parte, per vari motivi quest’anno tanti sassaresi sarebbero rimasti in città e che tra loro c’è una gran voglia di normalità e quindi di pranzi e cene in sicurezza. Oltretutto – continua – io ho 37 dipendenti e non mi posso certo permettere di tenere chiuso. Chiaro, bisogna organizzarsi, fare i turni per assicurare a tutti il sacrosanto riposo, ma non è una cosa impossibile. La nostra politica aziendale è precisa: qui i fornelli si spengono soltanto per la cena del 24 dicembre e per il pranzo di Natale. Detto questo – conclude Manca – non mi reputo certo un eroe, così come non mi va di condannare chi ha un locale a gestione familiare e chiude per qualche giorno di ferie a ferragosto».

Parole condivise da Bruno, dell’omonimo e storico locale in piazza Colonna Mariana, che il 15 agosto oltre ad aver sfornato pizze a volontà ha dovuto anche rispondere alle domande dei turisti increduli che gli chiedevamo come mai in centro storico fosse quasi impossibile sedersi in un bar a sorseggiare un’aranciata o a bere un caffè. «Per me non è novità – dice sorridendo – è dal 1965 che a ferragosto tengo il locale aperto. E grazie al cielo la clientela non manca mai».

Discorso molto simile per il Bar Duemila, in viale San Pietro. «È da trent’anni che praticamente apriamo tutti i giorni a parte il primo gennaio – conferma Daniele Piu – e questo non soltanto perché lavoriamo assai bene, ma soprattutto perché, trovandoci all’ingresso della città e vicinissimi alle Cliniche e all’ospedale Santissima Annunziata, ci sentiamo in dovere di dare un servizio continuativo» Per Piu, persona di grande esperienza, il fatto che i locali vadano in ferie nel cuore dell’estate va ricercato nella mentalità un po’ arretrata di alcuni suoi colleghi. «Per chi fa il nostro mestiere e ambisce a una città turistica – spiega – non è nemmeno immaginabile prendersi le vacanze proprio ad agosto, perché significa essere fermi con il pensiero agli anni Ottanta del secolo scorso. Ma le cose dal quel tempo sono cambiate molto, basta vedere che cosa succede nelle altre città, anche qui in Sardegna, dove d’estate bar, ristoranti e negozi sono sempre aperti».



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