Un biglietto unico per litigare

Castelsardo. Diocesi contro il Comune sulla mancata attivazione del ticket valido per tutti i musei

SASSARI. Se ne parla in maniera ormai da qualche anno. Tutti sembrano d’accordo ma poi, alla prova dei fatti, non riesce mai a decollare. È il biglietto unico per i musei castellanesi, che è stato pensato per fare rete e invece è rimasto impigliato in una selva burocratica. Sì, perché l’accordo tra Comune e ufficio beni culturali della diocesi di Tempio-Ampurias è stato sottoscritto già due volte, ma è rimasto lettera morta. E in diocesi hanno perso la pazienza.

«Occasione persa». «Nonostante la firma del protocollo – spiega il direttore dell’ufficio beni culturali della diocesi, don Francesco Tamponi – la stagione è andata perduta. E il Comune ha perso per l’ennesima volta occasione di poter dare servizio qualificato ai turistici». Ma che cosa è successo? «Credo che le cause vadano ricercate in una eccessiva burocratizzazione della procedura – riprende Tamponi – e in una oscura volontà di non far funzione un servizio che invece sarebbe prezioso per i visitatori di Castelsardo dove realmente il mare potrebbe essere coniugato con la cultura di gran livello».

L’accordo. Il patto tra i due enti ha una storia lunga e travagliata. Se n’era parlato nel 2019 come una svolta epocale, arrivata dopo anni di tentativi per mettere in rete i siti culturali castellanesi. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio Capula, aveva sugellato la novità con la delibera numero 87/2019. Ma del biglietto unico non si è vista nemmeno l’ombra. Il 9 luglio di quest’anno è arrivata una nuova delibera, la numero 64/2021, con la quale l’esecutivo ha varato una nuova bozza di convenzione che ha disciplinato nel dettaglio i nuoti ticket. La rivoluzione però, anche in questo caso, non è partita.

Biglietto unico. In particolare, la convenzione prevede che il biglietto integrato costerà 10 euro e consentirà l’accesso a quattro musei: dell’intreccio mediterraneo (Mim), sulle origini genovesi (Mog), alle cripte e all’episcopio. I primi due sono gestiti dal Comune gli altri dalla diocesi. Attualmente per entrare al Mim/Mog si pagano 5 euro; altri 5 per i musei diocesani. Significa che il biglietto integrato non dà nessuna agevolazione, in pratica è la somma dei biglietti singoli.

Lo sgarbo. Nei giorni scorsi don Tamponi e il direttore del sistema museale Angelo Capula hanno scritto una lettera di protesta all’amministrazione comunale. A far perdere la pazienza alla diocesi è il continuo trascorrere delle stagioni estive – sono già tre – senza che il biglietto unico veda mai la luce. Inoltre, nel caso specifico, a far scattare le lamentele è stata la consegna da parte del Comune di un computer vetusto, tra l’altro anche sporco. Si tratta del macchinario con i quale i musei diocesani dovrebbero bigliettare. «In piena stagione turistica – si legge nella lettera – dopo gli impegni assunti con accordi e firme apposte, arrivati all’operazione ultima per l’avvio del progetto comune, si riscontra l’ennesima azione poco cortese, posta in essere dalle parti che dovrebbero concorrere al miglioramento della offerta turistica e culturale, così tanto pubblicamente ostentata».

Bloccati. Dopo le lamentele il Comune si è attivato con un’assistenza tecnica per rimediare al guaio. «Stiamo cercando di dare un po’ di dignità a questo paese – spiega il direttore del sistema museale diocesano, Angelo Capula –. Da quattro anni combattiamo per il biglietto unico. In altre città come Alghero e Porto Torres funziona. In ogni caso, dopo quella lettera il Comune ha sistemato il software ma abbiamo scoperto che in ogni caso non possiamo farci niente».



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