Gestione della posidonia: il metodo Alghero al G20 Spiagge

Illustrati a Jesolo i risultati ottenuti in questi anni nei litorali della Riviera del Corallo

ALGHERO. Alghero nel G20 Spiagge delle più importanti località costiere italiane. Nei giorni scorsi, a Jesolo (Veneto), è stato siglato un protocollo d’intesa tra i maggiori comuni costieri italiani che superano il milione di presenze turistiche l’anno come, appunto la Riviera del Corallo, ma anche, ad esempio, Riccione, Taormina, Ischia, Jesolo, Arzachena e via discorrendo. Alghero, che era rappresentata dagli assessori Andrea Montis ed Emiliano Piras, ha portato la sua esperienza soprattutto nella gestione della posidonia spiaggiata e sul recupero della sabbia bianca.

Un metodo che ha riscosso grande interesse da parte dei rappresentanti delle altre località italiane presenti. Dunque, Alghero esempio da seguire in Italia sulla gestione della posidonia. Un percorso che nella Riviera del Corallo è iniziato tre anni fa, tant'è vero che già nel 2019 Alghero diventò un caso citato a livello nazionale proprio per la gestione della separazione della posidonia dalla sabbia. Ora quel progetto va avanti e, anche in questi giorni, carichi di posidonia vanno nel centro di Quartu Sant’Elena per il lavaggio, poi dalla città quartese tornano indietro carichi di preziosa sabbia bianca che viene riposizionata sulle spiagge algheresi.

«Alghero è stata accolta con grande entusiasmo - ha sottolineato l’assessore all’ambiente Andrea Montis - la relazione che ho esposto sulle attività portate avanti sulla posidonia spiaggiata e sul recupero della sabbia ha riscosso l’unanime apprezzamento e tanto interesse di tutti i partecipanti. Valorizzeremo il lavoro di squadra, così da chiedere con forza gli strumenti amministrativi ed economici che le nostre località necessitano: questo ci porterà ricadute positive in termini sociali, economici e di salvaguardia delle nostre spiagge».

Lo stesso assessore Montis ha poi annunciato che «entro il prossimo mese di marzo abbiamo in progetto di riunire ad Alghero tutti i comuni italiani che hanno lo stesso nostro problema». Il summit del G20 Spiagge è servito anche per avviare il percorso della proposta di legge per il riconoscimento dello status di “città balneare”, un documento sviluppato a partire dai dati raccolti dall’Osservatorio dei comuni balneari realizzato dal Dipartimento di economia dell’Università Ca’ Foscari di Firenze. Un testo in cui i partecipanti al network hanno raccolto tutti i problemi che condividono e le possibili soluzioni. Il principale elemento comune è il macroscopico divario che si crea tra il numero di residenti e il numero di presenze turistiche in un periodo molto ristretto dell'anno, che determina il cosiddetto “effetto fisarmonica”.

Una situazione rispetto alla quale, le amministrazioni locali, hanno limitate possibilità di intervento a causa di dotazioni organiche e finanziarie inadeguate in quanto parametrate alla popolazione stabilmente residente. «Dai tavoli di confronto con le varie delegazioni dei comuni del G20S emerge con chiarezza la difficoltà che si ha nell’assicurare servizi adeguati a residenti ed ospiti - ha evidenziato l’assessore Emiliano Piras - soprattutto nei momenti di maggiore presenza di turisti, per via delle insufficienti dotazioni finanziarie e di risorse umane a disposizione dei vari comuni; da qui l’esigenza di riuscire ad ottenere il riconoscimento dello status di “città balneare” con una proposta di legge che dovrà prevedere stanziamenti di risorse economiche ed umane adeguate alle esigenze dei territori interessati da queste problematiche».


 

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