Pazienti covid dall’hinterland: pronto soccorso sovraccaricato

SASSARI. La situazione covid, dopo i mesi estivi, è tutto sommato sotto controllo. È rassicurante soprattutto il rapporto tra numero di contagiati e ricoveri, soprattutto nelle terapie intensive. La...

SASSARI. La situazione covid, dopo i mesi estivi, è tutto sommato sotto controllo. È rassicurante soprattutto il rapporto tra numero di contagiati e ricoveri, soprattutto nelle terapie intensive. La vaccinazione ha ridotto drasticamente le casistiche più gravi. Ha funzionato anche la soluzione di concentrare la gestione covid in un unico edificio, cioè Malattie infettive, in modo da limitare la mobilitazione intraospedaliera dei positivi e disinnescare ogni potenziale focolaio interno. La criticità riguarda invece il Pronto soccorso, già sotto pressione per l’attività ordinaria. I malati covid che arrivano dall’hinterland, con diagnosi già fatta in altri ospedali non vengono ammessi direttamente nel Building covid ma devono comunque ri-passare in pronto soccorso per essere rivalutati e assegnati ad uno dei tre piani covid (degenza ordinaria, sub intensiva, intensiva); una inutile perdita di tempo ma soprattutto un ulteriore sovraccarico per il Pronto soccorso. Nella palazzina di Malattie infettive probabilmente ci sarebbero tutte le professionalità necessarie per "rivalutare" il paziente che arriva da altri ospedali. È un caso anomalo: per qualunque altra patologia il paziente inviato da altro ospedale viene direttamente riferito alle cure del reparto specialistico accettante.

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