Marinaio morto nel cargo tre marittimi a processo

SASSARI. Si è aperto ieri mattina davanti al giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Grotteria il processo per la morte del giovane marinaio bulgaro Yordanov Denislav Ivaylov, deceduto il 7 ottobre...

SASSARI. Si è aperto ieri mattina davanti al giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Grotteria il processo per la morte del giovane marinaio bulgaro Yordanov Denislav Ivaylov, deceduto il 7 ottobre di due anni fa a bordo del cargo Euroferry Malta in navigazione nel mare di Porto Torres.

Fu una tragedia che suscitò da subito l’attenzione degli inquirenti perché fin dai primi momenti emersero gravi responsabilità a carico di chi avrebbe dovuto evitare di chiedere – tanto meno permettere – la collaborazione del 24enne e di altri due giovani marinai come lui (che rimasero gravemente feriti) in una manovra che doveva essere assolutamente evitata viste le pessime condizioni meteorologiche di quel giorno. E infatti un’onda travolse Ivaylov e lo scaraventò contro le strutture del ponte. Un impatto violentissimo e devastante. A distanza di quasi due anni dalla tragedia, sono finiti davanti al giudice il comandante del mercantile, il primo ufficiale di coperta e il nostromo, tutti bulgari come la vittima e rispettivamente di 51, 45 e 53 anni. I difensori dei tre imputati, gli avvocati Silvana Redaelli, Gianluigi Poddighe, Giuseppe De Santo e Cesare Fumagalli, hanno sollevato una questione preliminare, ritenendo che non sussista la giurisdizione del giudice italiano Il sostituto procuratore Enrica Angioni, titolare dell’inchiesta per omicidio colposo e violazione in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, e i difensori delle parti civili si sono opposti, affermando che ci sono invece i presupposti per radicare il giudizio in Italia. Il giudice scioglierà la riserva il 18 gennaio del prossimo anno.

Ieri mattina si sono costituiti parte civile il sindacato dei marittimi Cosmar, attraverso l’avvocato Carlo Golda e i familiari della vittima e uno dei marinai rimasti feriti, attraverso l’avvocato Gian Marco Luciano. (l.f.)



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