Bottigliate e coltelli un sabato infernale

Centro storico, rissa notturna nella zona di via San Donato I residenti: «Qui ormai non si vive più e nessuno ci aiuta»

SASSARI. Urla selvagge, botte, gente che si insegue per i vicoli, persone che si affrontano a bottigliate e qualcuno che sfodera coltelli. Nel centro storico basso, nella zona di via San Donato, è stata un’altra notte tremenda per i residenti che sono stati costretti ancora una volta a richiedere l’aiuto della polizia spaventati da quello che stava succedendo in strada. Di dormire, ovviamente, non se ne parla nemmeno ma la paura è quella che prima o poi succeda qualcosa di veramente grave.

La segnalazione alle forze dell’ordine è stata accompagnata e documentata da alcuni video girati con gli smartphone da dietro la finestra, sempre con la paura di essere riconosciuti, individuati e diventare poi bersaglio di pesanti ritorsioni. Ma la situazione sta diventando ogni giorno sempre più insostenibile, in una zona dove il traffico di droga, saldamente in mano alla mafia nigeriana, è all’ordine del giorno e anche solo passeggiare può essere un problema. Anche di giorno, con le “vedette” che segnalano il passaggio delle persone e danno il via libera allo spaccio. Una situazione che vede i residenti che ancora resistono (ormai sempre meno) ormai disperati, nonostante le tante segnalazioni fatte anche attraverso il nostro giornale: «In molti hanno chiamato la polizia perché la gente non vive più e ha molta paura, più di uno di quelli che correva per strada aveva i coltelli – raccontano alcuni residenti, rigorosamente in forma anonima proprio per la paura delle ritorsioni –. Continuiamo a segnalare ma nessuno e intendiamo proprio nessuno, fa qualcosa. E a nessuno, egualmente, sembra interessare la situazione del centro storico».

La sicurezza, in questo momento, è il primo punto da risolvere nel centro storico basso. Una zona dove il Comune sta mettendo a punto un intervento importante, con i 15 milioni del progetto Pinqua che stanno per arrivare accompagnati dalla rivoluzione dellaviabilità da via XXV Aprile a Porta Sant’Antonio da attuare col nuovo centro intermodale e rotatorie. Una sorta di “Piano Marshall” che però a tempi sicuramente più lunghi rispetto a quelli chiesti dai residenti, alle prese con una quotidianità difficile fatta di degrado e delinquenza proprio davanti alla porta di casa. E il rischio è che questa zona, che se rimessa a nuovo avrebbe un fascino unico, si svuoti totalmente.

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