«Bancali, in carcere è emergenza sanitaria»

La denuncia del garante Unida: «Serve un reparto ospedaliero dedicato alle persone detenute»

SASSARI. «La situazione carceraria a Bancali è ogni giorno più esplosiva e la lunga emergenza sanitaria da Covid-19 ha ulteriormente aggravato le cose, soprattutto sotto il profilo sanitario». Così Antonio Unida, garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale.

«Ritengo – spiega – necessario e urgente rivedere il modello di erogazione delle attività sanitarie all’interno delle carceri in generale e a Bancali in particolare, dato che fra le 190 Strutture in Italia, quella di Bancali è di fondamentale importanza strategica nazionale, non foss’altro per la presenza del 41/bis e anche degli As2 (terrorismo islamico). Molte prestazioni, come esami invasivi, sedazione venosa, non possono essere erogate dentro gli Istituti di pena. Per questo poche settimane fa il presidente della società italiana di medicina e sanità penitenziaria (Simspe) il professor Luciano Lucania, ha proposto la creazione di Reparti di Medicina Protetta all’interno degli ospedali, con una sicurezza di tipo detentivo».

«Io da due anni a questa parte sono un fermo sostenitore della necessità che nella nostra Regione debba esserne istituito almeno uno – continua Unida – un reparto ospedaliero penitenziario, prendendo ad esempio l’esperienza positiva dell’Ospedale San Paolo di Milano. I fondi ci sono, il Recovery Plan, verrà elargito con progetti, ecco, uno di questi può certamente essere attuato, bisogna creare le giuste sinergie fra l’attuale Governatore della Sardegna Cristian Solinas e la ministra Marta Cartabia, io lo riterrei auspicabile, per evitare così un ingente impiego di agenti della polizia penitenziaria per i piantonamenti, per evitare l’utilizzo di mezzi di trasporto, per evitare che la persona detenuta e agenti creino problemi in un reparto dove ci siano altri pazienti non detenuti, oltre che per tutelare la riservatezza della persona detenuta ammalata».

«Il carcere di Bancali – continua il garante – in questo periodo pandemico, si caratterizza soprattutto per l’alto tasso di patologie psichiatriche. Bisogna anche qui rivedere la normativa secondaria che riguarda sia le Persone che hanno commesso reati da infermi di mente, sia quelle che hanno commesso un reato in completa imputabilità, ma la cui patologia psichiatrica è insorta successivamente. Di fronte a questo, una sola residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza a Capoterra in provincia di Cagliari, è del tutto insufficiente, in un totale silenzio assordante della politica, sia regionale che nazionale».

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