Ecco chi abitava le case di Cala d’Oliva

Ricostruita la storia delle abitazioni e delle famiglie del borgo dell’Asinara tra il 1859 e il 1885: sabato presentazione al Mut

SASSARI. Collegare le case alle persone, ricostruire la vita all’Asinara a metà del XIX secolo, tra il 1859 e il 1885. Un lavoro non di ricerca ma di raccolta dati complesso e articolato che è stato sviluppato per quattro anni da Agostino Schiaffino e che sarà presentato ufficialmente sabato alle 17,30 al Museo della Tonnaria di Stintino. Titolo dell’incontro: “Ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava”. Agostino Schiaffino presenterà i risultati della lunga indagine che lo ha portato a scoprire quali famiglie abitassero le case del piccolo borgo in un periodo particolare - tra il 1859 e il 1885, appunto – anno dell’espropriazione e della cacciata degli asinaresi. Fonti d’archivio e carte catastali, Schiaffino è riuscito a individuare l’esatta correlazione tra i nomi dei proprietari e le rispettive case bianche. Mettendo insieme i dati a sua disposizione, Schiaffino è riuscito anche a individuare quali fossero le famiglie che gestivano i fondi rurali dell’isola nello stesso arco di tempo.

Originario di Porto Torres e discendente di una delle famiglie asinaresi che abitavano a Cala d’Oliva, Agostino Schiaffino aggiunge con la sua ricerca un ulteriore importante tassello per la ricostruzione delle vicende storiche precedenti al 1885, anno di istituzione sull’isola della colonia penale agricola e della stazione sanitaria per la quarantena.

«Ho cominciato dai toponimi – racconta Agostino Schiaffino – e devo dire che nella prima fase, sicuramente difficile, mi ha aiutato l’allora direttore del Parco nazionale Pier Paolo Congiatu. Poi ho studiato diversi libri, tra cui quello del generale Giglio e raccolto i contributi che sono arrivati da più parti, specie da Carlo Hendel, per anni agronomo all’Asinara e grande appassionato della sua storia».

Mappe di terreni pubblici e privati, vecchie foto ingrandite, numeri e segni. E diari di prigionieri di guerra (almeno sette): «Sono in contatto con i nipoti di alcuni di loro: un percorso lento che piano piano ha portato a creare una “banca dati”, un programma dinamico di facile consultazione.

Un lavoro personale, condiviso con poche persone, quasi privato quello realizzato da Agostino Schiaffino che però non poteva restare relegate in una stanza. E Il Mut ha avuto l’intuizione di dedicare una serata speciale al borgo di Cala d’Oliva, a quel manipolo di case, alla gente che le abitava. Un pezzo di storia ricco di umanità e di ricordi recuperati e messi in ordine e che possono essere tramandati e presentati anche a chi non ha mai immaginato che cosa fosse in passato l’isola dell’Asinara, punto d’unione tra Stintino e Porto Torres.

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