pattada
Moby Prince, una tragedia da non dimenticare
PATTADA. Domani alle 19.30, nei locali del Cinema Santa Croce, si ricorderà la tragedia della nave Moby Prince, avvenuta il 10 aprile di trent’anni fa durante la linea Livorno-Olbia.Interverranno il...
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PATTADA. Domani alle 19.30, nei locali del Cinema Santa Croce, si ricorderà la tragedia della nave Moby Prince, avvenuta il 10 aprile di trent’anni fa durante la linea Livorno-Olbia.
Interverranno il sindaco di Pattada Angelo Sini, Silvio Lai, senatore e Presidente della Commissione d’inchiesta parlamentare sulle cause del disastro della nave Moby Prince della 17° legislatura, e Emiliano Deiana, Presidente Anci Sardegna.
L’incontro sarà moderato dal giornalista Pietro Lavena.
Sul drammatico incendio, dovuto alla collisione con una petroliera della Snam nella rada del porto di Livorno, non è stata mai fatta pienamente luce.
Nella nave infuocata persero la vita centoquaranta persone, tra cui il pattadese Tonino Sini, 42 anni, ingegnere, ufficiale in Accademia, capitano di vascello e insegnante degli Allievi. I sardi che persero la vita sulla Moby Prince furono trenta.
Una enorme tragedia e una ferita ancora aperta per tante comunità e per tutta l’Isola, di cui cnon bisogna mai stancarsi di parlare.
Elena Corveddu
Interverranno il sindaco di Pattada Angelo Sini, Silvio Lai, senatore e Presidente della Commissione d’inchiesta parlamentare sulle cause del disastro della nave Moby Prince della 17° legislatura, e Emiliano Deiana, Presidente Anci Sardegna.
L’incontro sarà moderato dal giornalista Pietro Lavena.
Sul drammatico incendio, dovuto alla collisione con una petroliera della Snam nella rada del porto di Livorno, non è stata mai fatta pienamente luce.
Nella nave infuocata persero la vita centoquaranta persone, tra cui il pattadese Tonino Sini, 42 anni, ingegnere, ufficiale in Accademia, capitano di vascello e insegnante degli Allievi. I sardi che persero la vita sulla Moby Prince furono trenta.
Una enorme tragedia e una ferita ancora aperta per tante comunità e per tutta l’Isola, di cui cnon bisogna mai stancarsi di parlare.
Elena Corveddu
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