Donazioni di organi, Giornata nazionale Aido
Anche in Sardegna liste d’attesa dei malati. Il vicepresidente Dessanti: «Ripartiremo dalle scuole»
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SASSARI. Domenica 26 settembre è la Giornata nazionale del Sì alle donazioni di organi e tessuti promossa dall’Aido. In tutta Italia le associazioni di donatori si stanno mobilitando per accendere i riflettori sul tema. Sono ottomila gli italiani in attesa di trapianto e cento sono sardi. Per tutti loro la speranza che un gesto di generosità e consapevolezza consenta di sperare in una nuova vita.
In Sardegna l’Aido può contare su diversi gruppi, tra cui il Sassari–Ittiri, che svolgono un ruolo fondamentale nei confronti delle nuove generazioni, con campagne di informazione nelle scuole medie e soprattutto superiori. Purtroppo la pandemia ha costretto il gruppo a ridurre l’attività ma per questo nuovo anno scolastico verranno di nuovo programmati gli incontri con i giovani.
«La Sardegna è uno dei più grandi donatori perché la nostra popolazione è molto sensibile al problema – spiega Antonio Dessanti, vicepresidente dell’Aido Sardegna e presidente Aido Sassari-Ittiri nonché chirurgo pediatrico –. Questo ha consentito e consente di dare almeno in parte risposte alle richieste di trapianto anche se è necessario incrementare a livello nazionale la cultura della donazione di organi».
«Il nostro centro trapianti sardo è al Brotzu di Cagliari, dove vengono eseguiti trapianti di cuore, fegato e rene. Con i nuovi farmaci il successo degli interventi è di molto aumentato – prosegue Dessanti –: basti pensare che per quanto riguarda il fegato siamo ad oltre l’80 per cento di risultati positivi».
Gli incontri settimanali dell’Aido con le scuole ripartiranno in presenza il più presto possibile. Sarà una nuova occasione per presentare ai ragazzi il problema della carenza di organi e di informarli sulle malattie che portano alla necessità di un trapianto facendo allo stesso tempo educazione sanitaria per evitare gravi patologie.
In Sardegna l’Aido può contare su diversi gruppi, tra cui il Sassari–Ittiri, che svolgono un ruolo fondamentale nei confronti delle nuove generazioni, con campagne di informazione nelle scuole medie e soprattutto superiori. Purtroppo la pandemia ha costretto il gruppo a ridurre l’attività ma per questo nuovo anno scolastico verranno di nuovo programmati gli incontri con i giovani.
«La Sardegna è uno dei più grandi donatori perché la nostra popolazione è molto sensibile al problema – spiega Antonio Dessanti, vicepresidente dell’Aido Sardegna e presidente Aido Sassari-Ittiri nonché chirurgo pediatrico –. Questo ha consentito e consente di dare almeno in parte risposte alle richieste di trapianto anche se è necessario incrementare a livello nazionale la cultura della donazione di organi».
«Il nostro centro trapianti sardo è al Brotzu di Cagliari, dove vengono eseguiti trapianti di cuore, fegato e rene. Con i nuovi farmaci il successo degli interventi è di molto aumentato – prosegue Dessanti –: basti pensare che per quanto riguarda il fegato siamo ad oltre l’80 per cento di risultati positivi».
Gli incontri settimanali dell’Aido con le scuole ripartiranno in presenza il più presto possibile. Sarà una nuova occasione per presentare ai ragazzi il problema della carenza di organi e di informarli sulle malattie che portano alla necessità di un trapianto facendo allo stesso tempo educazione sanitaria per evitare gravi patologie.
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