sei imputati per la fuga
L’evasione di Johnny lo zingaro in aula due ispettori della Mobile
SASSARI. Hanno ricostruito i contatti telefonici che Johnny lo zingaro aveva avuto con diverse persone, tra cui la compagna che lo avrebbe aiutato a evadere a settembre dell’anno scorso. Ieri mattina...
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SASSARI. Hanno ricostruito i contatti telefonici che Johnny lo zingaro aveva avuto con diverse persone, tra cui la compagna che lo avrebbe aiutato a evadere a settembre dell’anno scorso.
Ieri mattina si è tenuta una nuova udienza del processo per la rocambolesca fuga di Giuseppe Mastini evaso durante un permesso premio dal carcere di Bancali. A giudizio insieme a Mastini e alla sua compagna Giovanna Truzzi, sono finiti anche quattro sassaresi che secondo il sostituto procuratore Enrica Angioni avrebbero aiutato l’ergastolano a fuggire e nascondersi: a loro il pm contesta il reato di procurata evasione. Si tratta di Lorenzo Panei, difeso dall’avvocato Paolo Spano, Roberto Fois e Gabriele Grabesu, entrambi difesi dall’avvocato Marco Palmieri e Cristian Loi, assistito da Stefano Porcu.
Johnny lo Zingaro era evaso il 5 settembre del 2020 dal carcere di Bancali, dove era detenuto nella sezione di massima sicurezza. Aveva beneficiato di alcuni giorni di permesso trascorsi nella casa famiglia diocesana “Don Giovanni Muntoni” a San Giorgio, dove era stato raggiunto anche dalla compagna. Alla scadenza del permesso premio, si era allontanato dalla struttura ma non era tornato in carcere. Da quel momento era cominciata l’attività investigativa degli uomini della squadra mobile e Mastini era stato catturato dieci giorni dopo in una casa nelle campagne tra Sassari e Sorso. Agli arresti era finito anche il titolare della villetta, Lorenzo Panei, accusato di favoreggiamento. Gli ispettori hanno spiegato al giudice quali furono i contatti di Johnny lo zingaro, dove lo trovarono, in che condizioni era la casa. Nella prossima udienza sarà sentito anche il dirigente della squadra mobile Dario Mongiovì che ebbe con Mastini il primissimo contatto al momento dell’arresto. (na.co.)
Ieri mattina si è tenuta una nuova udienza del processo per la rocambolesca fuga di Giuseppe Mastini evaso durante un permesso premio dal carcere di Bancali. A giudizio insieme a Mastini e alla sua compagna Giovanna Truzzi, sono finiti anche quattro sassaresi che secondo il sostituto procuratore Enrica Angioni avrebbero aiutato l’ergastolano a fuggire e nascondersi: a loro il pm contesta il reato di procurata evasione. Si tratta di Lorenzo Panei, difeso dall’avvocato Paolo Spano, Roberto Fois e Gabriele Grabesu, entrambi difesi dall’avvocato Marco Palmieri e Cristian Loi, assistito da Stefano Porcu.
Johnny lo Zingaro era evaso il 5 settembre del 2020 dal carcere di Bancali, dove era detenuto nella sezione di massima sicurezza. Aveva beneficiato di alcuni giorni di permesso trascorsi nella casa famiglia diocesana “Don Giovanni Muntoni” a San Giorgio, dove era stato raggiunto anche dalla compagna. Alla scadenza del permesso premio, si era allontanato dalla struttura ma non era tornato in carcere. Da quel momento era cominciata l’attività investigativa degli uomini della squadra mobile e Mastini era stato catturato dieci giorni dopo in una casa nelle campagne tra Sassari e Sorso. Agli arresti era finito anche il titolare della villetta, Lorenzo Panei, accusato di favoreggiamento. Gli ispettori hanno spiegato al giudice quali furono i contatti di Johnny lo zingaro, dove lo trovarono, in che condizioni era la casa. Nella prossima udienza sarà sentito anche il dirigente della squadra mobile Dario Mongiovì che ebbe con Mastini il primissimo contatto al momento dell’arresto. (na.co.)
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