Lo statuto dei Fabbri compie oggi mezzo secolo

Il 25 settembre del 1521 il podestà de Marongio approvò e pubblicò il documento Le preziose carte disponibili all’Archivio comunale per la consultazione

SASSARI. Un pezzo di storia dei gremi tanto cari ai sassaresi sarà a loro disposizione. Accadde proprio 500 anni fa, il 25 settembre 1521, che Il Podestà della Città di Sassari, Angel de Marongio, approvasse e facesse pubblicare lo Statuto per l’arte dei Fabbri. Questo documento è conservato nell’Archivio storico comunale di Sassari che lo mette a disposizione del suo pubblico di appassionati e di curiosi.

Un’iniziativa che sottolinea l’importanza rivestita dalle antiche corporazioni all’interno della comunità cittadina e per cui si sono mossi insieme l’amministrazione, l’Intergremio e il gremio dei Fabbri e per ricordare questa ricorrenza, in un’ottica di valorizzazione e tutela del patrimonio documentario legato ai Candelieri e ai gremi.

Le preziose carte del gremio dei Fabbri, quindi potranno essere consultate nell’Archivio comunale “Enrico Costa” in via dell’Insinuazione, tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.

Lo Statuto per l’arte dei Fabbri si trova nel Libro delle Ordinanze, codice rinvenuto da Enrico Costa. Intorno al 1900 lo stesso Costa, mentre metteva in ordine le carte del fondo antico dell’Archivio civico di Sassari, si imbatté in un prezioso codice che solo successivamente fu risistemato, riordinato e rilegato su indicazione dello studioso Antonio Era.

La "Confraria dessos fraylargios" di Sassari è una delle più antiche, come lo è anche il suo primo statuto, anche se le più antiche ordinanze del gremio risalgono al 1381.

Sarà interessante leggere in quelle carte ingiallite ma perfettamente conservate che rivelano la “missione” del gremio dei Fabbri e altre curiosità legate alla sua nascita . Un vero regalo per quanti vogliano approfondire l’antico legame che esiste tra la città e le sue corporazioni,

Del resto il passato dei gremi è sempre sotto la lente di ingrandimento degli studiosi. Di recente uno di loro, Bruno Lombardi, sempre nell’Archivio storico comunale e consultando sempre il libro delle Ordinazioni (quel volume di documenti che contiene anche quelli dedicati ai gremi e ai Candelieri) ha trovato lo statuto cinquecentesco dei Massai, che si credeva non esistesse. Un manoscritto di due pagine, rovinato sui bordi, ma su cui spicca una data “1523- 4” con un punto interrogativo, e che mostra la struttura e il contenuto di un’“ordinazione” identica a quella degli altri gremi, che erano chiamati nel Cinquecento confraternite.

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