Una sfida tra trentenni per ripopolare il paese
di Andrea Massidda
Fascia tricolore, per Matteo Dettori e Pierpaolo Risso duello all’ultimo voto Emorragia di abitanti, anziani e lavoro le priorità dei candidati a sindaco
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URI. Sarà una sfida all’ultimo voto tra due trentenni quella che tra il 10 e l’11 ottobre prossimi si svolgerà nei seggi di Uri per l’elezione del nuovo sindaco. A contendersi la fascia tricolore del paese del Coros che conta poco meno di 2900 anime sono infatti Matteo Dettori (classe 1989, sostenuto dalla lista civica “Uri prima di tutto”) e Pierpaolo Risso, (nato nel 1983, forte del supporto della lista civica “Tutti per Uri”). Ma se la differenza anagrafica tra gli avversari in campo è minima, lo stesso non si può dire per i programmi amministrativi che le loro rispettive squadre stanno distribuendo a tutti gli abitanti attraverso il minuzioso quanto faticoso metodo del “porta a porta”. Del resto, che i propositi dei due contendenti non coincidano è persino ovvio: uno, Dettori, si propone ai suoi concittadini dopo aver svolto per cinque anni la carica di vice sindaco nella giunta uscente guidata da Lucia Cirroni; l’altro, Risso, si ripresenta nell’arena politica dopo che l’esito delle Comunali del 2016 lo aveva relegato a capo dell’opposizione per uno scarto di appena 75 voti. Sostanzialmente gli elettori della capitale del carciofo spinoso dovranno scegliere tra la continuità amministrativa, seppure allargata a nuovi progetti, e le proposte alternative di Risso, che probabilmente non a caso ha scelto lo slogan «Il meglio per Uri è tutto da fare» .
“Uri prima di tutto”. Nonostante la giovane età, il profilo del candidato Matteo Dettori non è certo quello di un ragazzo alla prima esperienza. Laurea triennale in Scienze politiche, attualmente è vice comandante della stazione dei carabinieri di Pozzomaggiore con il grado di maresciallo, ed è da quando aveva 15 anni che si attiva con varie associazioni culturali e sociali. Il nome della lista – che fate le dovute proporzioni rievoca vagamente l’“America first” di Donald Trump o il “Prima gli italiani” di Salvini, non deve ingannare. «La mia squadra non si rispecchia in nessun partito in particolare – spiega Matteo Dettori – e anch’io quando voto scelgo sempre la persona. In ogni caso noi vogliamo rappresentare tutti». Già, ma come? «Puntando su continuità e rinnovamento – risponde –, perché il grande lavoro che abbiamo fatto in questi anni di amministrazione non va sprecato. Quando nel 2016 i cittadini ci hanno scelto ci siamo trovati davanti a un paese immobile, senza reali progetti di rilancio, mentre noi siamo riusciti a investire la bellezza di 7 milioni di euro, 5 dei quali a fondo perduto. Faccio un esempio: 2 milioni li abbiamo utilizzati per il settore scolastico, inteso come edilizia e servizi». Tra i tanti temi del programma elettorale, Dettori mette l’accento su due urgenze che, se verrà eletto, caratterizzeranno il suo mandato: anziani e spopolamento. «L’età media degli abitanti – spiega – si va inevitabilmente ad abbassare ed è necessario garantire ai nostri vecchi una struttura che li possa ospitare sia a tutto tondo sia soltanto nelle ore diurne come spazio di condivisione e aggregazione. Mentre per quanto riguarda lo spopolamento – continua – ritengo necessario un intervento sinergico con gli altri comuni contigui, il problema non è certo solo nostro. Il paese che pensiamo per il 2026 è un luogo inclusivo dove nessuno deve rimanere indietro. Un luogo in cui vogliamo continuare a vivere dotandolo di nuovi servizi e infrastrutture e migliorando quanto già esiste».
“Tutti per Uri”. Sposato, papà di due bambini, grande appassionato di basket (ha giocato per anni in Serie C), Pierpaolo Risso lavora come impiegato alla municipalizzata Secal di Alghero, e a Uri ha già ricoperto il ruolo di assessore con deleghe al Bilancio, Sport ed Eventi. Figlio d’arte (il padre Antonello è stato sindaco dal 1993 al 2001) non vede l’ora di mettere le sue idee e quelle del suo team al servizio del paese. Anche lui inserisce nella lista delle priorità quella dello spopolamento. «Bisogna subito mettere in atto politiche destinate alle famiglie e ai giovani – spiega – affinché trovino conveniente restare e investire nel territorio in cui sono nati. Oggi è necessario poter creare, generandole, quelle condizioni di benessere che consentano alle nuove generazioni di poter costruire un futuro concreto, ma Uri deve diventare anche un luogo appetibile per chi non è di qua, visto che da Sassari ci separano soltanto 12 chilometri e da Alghero una ventina: così penso ad agevolazioni fiscali o, per esempio, le case a un euro, con la doppia funzione di recuperare le case diroccate e di acquisire residenti».
Della giunta uscente Risso critica soprattutto il fatto di aver dato scarsa attenzione al lavoro. «È assurdo che, nonostante le potenzialità offerte dalle coltivazioni di carciofi, olivi e uva, non esista in paese una zona industriale da adibire alla trasformazione dei prodotti locali». Dulcis in fundo, gli anziani: «Sono la nostra memoria, sono il tesoro che va custodito con la giusta attenzione, creando una casa per l’accoglienza. Il riposo non è sufficiente, la compagnia è una medicina naturale che può prevenire molti malesseri».
“Uri prima di tutto”. Nonostante la giovane età, il profilo del candidato Matteo Dettori non è certo quello di un ragazzo alla prima esperienza. Laurea triennale in Scienze politiche, attualmente è vice comandante della stazione dei carabinieri di Pozzomaggiore con il grado di maresciallo, ed è da quando aveva 15 anni che si attiva con varie associazioni culturali e sociali. Il nome della lista – che fate le dovute proporzioni rievoca vagamente l’“America first” di Donald Trump o il “Prima gli italiani” di Salvini, non deve ingannare. «La mia squadra non si rispecchia in nessun partito in particolare – spiega Matteo Dettori – e anch’io quando voto scelgo sempre la persona. In ogni caso noi vogliamo rappresentare tutti». Già, ma come? «Puntando su continuità e rinnovamento – risponde –, perché il grande lavoro che abbiamo fatto in questi anni di amministrazione non va sprecato. Quando nel 2016 i cittadini ci hanno scelto ci siamo trovati davanti a un paese immobile, senza reali progetti di rilancio, mentre noi siamo riusciti a investire la bellezza di 7 milioni di euro, 5 dei quali a fondo perduto. Faccio un esempio: 2 milioni li abbiamo utilizzati per il settore scolastico, inteso come edilizia e servizi». Tra i tanti temi del programma elettorale, Dettori mette l’accento su due urgenze che, se verrà eletto, caratterizzeranno il suo mandato: anziani e spopolamento. «L’età media degli abitanti – spiega – si va inevitabilmente ad abbassare ed è necessario garantire ai nostri vecchi una struttura che li possa ospitare sia a tutto tondo sia soltanto nelle ore diurne come spazio di condivisione e aggregazione. Mentre per quanto riguarda lo spopolamento – continua – ritengo necessario un intervento sinergico con gli altri comuni contigui, il problema non è certo solo nostro. Il paese che pensiamo per il 2026 è un luogo inclusivo dove nessuno deve rimanere indietro. Un luogo in cui vogliamo continuare a vivere dotandolo di nuovi servizi e infrastrutture e migliorando quanto già esiste».
“Tutti per Uri”. Sposato, papà di due bambini, grande appassionato di basket (ha giocato per anni in Serie C), Pierpaolo Risso lavora come impiegato alla municipalizzata Secal di Alghero, e a Uri ha già ricoperto il ruolo di assessore con deleghe al Bilancio, Sport ed Eventi. Figlio d’arte (il padre Antonello è stato sindaco dal 1993 al 2001) non vede l’ora di mettere le sue idee e quelle del suo team al servizio del paese. Anche lui inserisce nella lista delle priorità quella dello spopolamento. «Bisogna subito mettere in atto politiche destinate alle famiglie e ai giovani – spiega – affinché trovino conveniente restare e investire nel territorio in cui sono nati. Oggi è necessario poter creare, generandole, quelle condizioni di benessere che consentano alle nuove generazioni di poter costruire un futuro concreto, ma Uri deve diventare anche un luogo appetibile per chi non è di qua, visto che da Sassari ci separano soltanto 12 chilometri e da Alghero una ventina: così penso ad agevolazioni fiscali o, per esempio, le case a un euro, con la doppia funzione di recuperare le case diroccate e di acquisire residenti».
Della giunta uscente Risso critica soprattutto il fatto di aver dato scarsa attenzione al lavoro. «È assurdo che, nonostante le potenzialità offerte dalle coltivazioni di carciofi, olivi e uva, non esista in paese una zona industriale da adibire alla trasformazione dei prodotti locali». Dulcis in fundo, gli anziani: «Sono la nostra memoria, sono il tesoro che va custodito con la giusta attenzione, creando una casa per l’accoglienza. Il riposo non è sufficiente, la compagnia è una medicina naturale che può prevenire molti malesseri».
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