Coro all’Asinara per Giancarlo Pinna
Il polifonico turritano omaggia il suo ex presidente e cantore scomparso
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PORTO TORRES. Una giornata nel Parco nazionale dell’Asinara per ricordare la figura di Giancarlo Pinna nelle parole delle istituzioni, della famiglia e di chi lo ha conosciuto. E subito dopo un altro ricordo, questa volta in musica, da parte del Coro polifonico turritano, formazione della quale è stato secondo presidente e cantore in più di mille concerti. A poche settimane dall’anniversario della scomparsa, l’isola dell’Asinara è stata il teatro naturale dell’omaggio all’uomo di cultura, più volte amministratore di Porto Torres e tra i fautori di quella spinta propulsiva che ha portato quasi venticinque anni fa proprio alla nascita del Parco nazionale.
L’evento, sostenuto dal Comune con la collaborazione dell’Ente Parco, ha preso il via al mattino a Cala Reale, con gli interventi del direttore dell’Ente Parco Vittorio Gazale, dell’assessora comunale alla Cultura Maria Bastiana Cocco e del direttore del Coro Laura Lambroni. «Giancarlo era uomo di fede – ha ricordato l’ornitologo Antonio Torre -, lungimirante, grande visionario e costruttore di cultura. L’ho conosciuto nel 1982, quando l’Asinara dava l’impressione di essere un “governatorato” e lui aveva creato un legame con la federazione delle Città Unite perché voleva trasformare l’isola carcere in parco e l’unico modo per farlo era elevare il progetto verso una dimensione internazionale, portando gli studiosi direttamente sul territorio». Il Comune supportò quest’idea e da lì iniziarono le proposte politiche fino al raggiungimento dell’obiettivo finale nel 1997. (g.m.)
L’evento, sostenuto dal Comune con la collaborazione dell’Ente Parco, ha preso il via al mattino a Cala Reale, con gli interventi del direttore dell’Ente Parco Vittorio Gazale, dell’assessora comunale alla Cultura Maria Bastiana Cocco e del direttore del Coro Laura Lambroni. «Giancarlo era uomo di fede – ha ricordato l’ornitologo Antonio Torre -, lungimirante, grande visionario e costruttore di cultura. L’ho conosciuto nel 1982, quando l’Asinara dava l’impressione di essere un “governatorato” e lui aveva creato un legame con la federazione delle Città Unite perché voleva trasformare l’isola carcere in parco e l’unico modo per farlo era elevare il progetto verso una dimensione internazionale, portando gli studiosi direttamente sul territorio». Il Comune supportò quest’idea e da lì iniziarono le proposte politiche fino al raggiungimento dell’obiettivo finale nel 1997. (g.m.)
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