Prime sanzioni per la rissa: chiuso 90 giorni il locale
Via San Donato. Dopo l’operazione della polizia intervento anche del Comune Ultimatum al titolare che ha tre mesi per evitare il ritiro definitivo della licenza
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SASSARI. Novanta giorni di tempo per mettersi a norma, altrimenti scatterà la chiusura definitiva. Il Comune si è attivato dopo la richiesta della Questura e ha messo alle strette il titolare del locale di via San Donato teatro qualche giorno fa di una rissa tra extracomunitari, quasi tutti con precedenti penali per spaccio di stupefacenti. Il blitz della polizia aveva portato all’accertamento di numerose irregolarità sotto tutti i punti di vista (anche l’Ats aveva disposto la chiusura per questioni igienico-sanitarie) e ieri il sopralluogo effettuato dagli uomini della polizia locale, diretti dal comandante Gianni Serra, ha confermato (e non c’erano dubbi) la segnalazione. Al titolare sono stati concessi adesso tre mesi di tempo, trascorsi i quali, in mancanza dei requisiti richiesti, verrà revocata la licenza come da richiesta.
In particolare, nella notte tra il 21 e il 22 settembre la polizia aveva verificato la carenza di sorvegliabilità, un requisito fondamentale previsto dalla normativa su questo tipo di locali. L’illuminazione interna non è sufficiente per le verifiche previste e persino l’insegna dell’esercizio è totalmente assente. Per questo la stessa questura aveva proposto al Comune di valutare la revoca della licenza. A ciò si aggiungevano problemi di ordine pubblico, igienico sanitario, disturbo alla quiete pubblica e violazione delle norme anti-Covid. La situazione, in quell’angolo del centro storico, è a dir poco disastrosa: più volte i residenti si sono lamentati (sempre in forma anonima, per la paura di subire pesanti ritorsioni) con le forze dell’ordine dei continui schiamazzi di giorno e di notte degli avventori, con la musica a volume molto alto, continue risse, l’assenza del decoro urbano (urine e feci umane davanti alle abitazioni vicine al locale). Inoltre ogni giorno gli operatori ecologici del Comune erano costretti a ripulire la strada da siringhe e bottiglie abbandonate per terra. Molti passanti hanno inoltre raccontato di aver ricevuto proposte di natura sessuale e di vendita di sostanze stupefacenti. E a chiudere il quadro, anche un agente della polizia locale è stato aggredito nella stessa via durante un controllo.
In particolare, nella notte tra il 21 e il 22 settembre la polizia aveva verificato la carenza di sorvegliabilità, un requisito fondamentale previsto dalla normativa su questo tipo di locali. L’illuminazione interna non è sufficiente per le verifiche previste e persino l’insegna dell’esercizio è totalmente assente. Per questo la stessa questura aveva proposto al Comune di valutare la revoca della licenza. A ciò si aggiungevano problemi di ordine pubblico, igienico sanitario, disturbo alla quiete pubblica e violazione delle norme anti-Covid. La situazione, in quell’angolo del centro storico, è a dir poco disastrosa: più volte i residenti si sono lamentati (sempre in forma anonima, per la paura di subire pesanti ritorsioni) con le forze dell’ordine dei continui schiamazzi di giorno e di notte degli avventori, con la musica a volume molto alto, continue risse, l’assenza del decoro urbano (urine e feci umane davanti alle abitazioni vicine al locale). Inoltre ogni giorno gli operatori ecologici del Comune erano costretti a ripulire la strada da siringhe e bottiglie abbandonate per terra. Molti passanti hanno inoltre raccontato di aver ricevuto proposte di natura sessuale e di vendita di sostanze stupefacenti. E a chiudere il quadro, anche un agente della polizia locale è stato aggredito nella stessa via durante un controllo.
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