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Sassari

«Ho ucciso mia moglie». Ma era un scherzo

«Ho ucciso mia moglie». Ma era un scherzo

Il messaggio alla cognata fa scattare le ricerche poi la scoperta e la denuncia per procurato allarme

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SASSARI. «Ho ucciso tua sorella». È bastato questo messaggio inviato lunedì pomeriggio su whastapp da un cinquantenne sassarese alla cognata, per mandare nel panico un’intera famiglia e far scattare immediatamente le ricerche da parte dei carabinieri.

Solo dopo qualche ora di apprensione, quando i militari della compagnia di Sassari sono riusciti finalmente a rintracciare l’autore del messaggio, si è scoperto che fortunatamente non era stato commesso nessuno femminicidio. Il cinquantenne che aveva scritto alla cognata «tua sorella è morta, è in un lago di sangue» si trovava in realtà proprio in compagnia della moglie, anche lei sassarese di tre anni più giovane.

I due coniugi rintracciati dagli investigatori della sezione operativa tra via Torres e via Civitavecchia erano vivi e vegeti, ma soprattutto visibilmente ubriachi.

«Volevamo solo fare uno scherzo» hanno ammesso i due davanti agli sguardi sbigottiti dei carabinieri. Per entrambi subito dopo è scattata una denuncia a piede libero per procurato allarme. Prima di individuarli nel centro della città i carabinieri si erano precipitati nella loro abitazione di campagna, subito dopo l’allarme lanciato in caserma dalla sorella della donna. In casa i militari, guidati dal maggiore o Giuseppe Sepe, non avevano trovato nessuno, ma tutto all’interno sembrava in ordine. Marito e moglie erano però irrintracciabili, avevano entrambi il telefono spento e questo aveva aumentato l’angoscia dei familiari. La coppia stava attraversando realmente una crisi coniugale e quel messaggio era stato preso per vero. Solo a tarda sera, dopo alcune ore di ansia, i carabinieri hanno scoperto che erano entrambi vivi, ma che forse avevano esagerato con l’assunzione di alcol. (l.f.)

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