Il sogno di una piscina pubblica

Dal 4 ottobre attivo l’impianto privato della Liyssonis: sopperisce all’incompiuta del rione Oleandro

PORTO TORRES. La città continua a essere uno dei pochi centri importanti dell’area vasta che non dispone di una piscina pubblica. Nel fabbricato di via Bazzoni, quartiere Oleandro, doveva nascere un impianto natatorio con centro fitness e ricreativo post traumi. Oltre alla club house e al campo polivalente all’aperto. Un progetto lungimirante predisposto dai privati sul terreno di proprietà del Comune. Sono trascorsi oltre vent’anni e quella costruzione è diventata solo un vecchio rudere che deturpa lo stesso quartiere, per via dei rifiuti e degli animali che vi trovano rifugio. Nel periodo estivo ci sono ragazzini che fanno a gara per tuffarsi dalla “rocca manna” e altri che si cimentano in gare di nuoto in mare. Per tutti manca però l’impianto pubblico tanto atteso negli anni, rivelatosi poi il classico buco nell’acqua per la scarsa propensione dell’istituzione pubblica a programmare la costruzione, anche attraverso accordo pubblico-privato, di una piscina. Dal 2006 a oggi c’è stato solo l’impianto privato della piscina Libyssonis che ha valorizzato la disciplina natatoria, con numeri di frequentatori che prima del Covid raggiungevano quasi le mille unità.

Dal 4 ottobre l’impianto riaprirà, con obbligo del green pass, dopo due stagione difficoltose legate proprio alle restrizioni della pandemia. Negli anni scorsi sono tanti i risultati positivi raggiunti dal settore agonistico, con diversi atleti di Porto Torres che hanno primeggiato in Sardegna e ottenuto molte soddisfazioni ai campionati italiani. Dalla scorsa stagione è invece partita l’attività del settore master, frutto del lavoro della scuola nuoto, con una squadra composta da circa 30 nuotatori dai 25 anni in su. «Questo è il risultato del nostro corso adulti – dice il gestore della struttura, il presidente della Federazione italiana nuoto Danilo Russu - che dopo anni di frequenza hanno portato i nostri corsisti ad entrare nella categoria master e quindi gareggiare in rappresentanza della nostra società nell'attività nazionale. Oltre a questo importante traguardo, ci sono altri riconoscimenti importanti che la società ha ottenuto con la costruzione di un gruppo di lavoro multidisciplinare che promuovesse lo sport per tutti».

In particolare per le persone più svantaggiate, utilizzando l’attività in acqua come strumento di recupero e promozione del benessere bio-psico-sociale. «La nostra piscina resta riferimento dell'attività paralimpica - ricorda Silvia Fioravanti, presidente della Freedom in Water e delegata regionale del nuoto Paralimpico -, con il fiore all'occhiello del Progetto AlbatroSS che negli ultimi anni ha ben figurato a livello nazionale». Altra novità è la partenza di un nuovo settore, il nuoto sincronizzato, che permetterebbe agli iscritti di avere una disciplina nuova su cui contare con la prospettiva di collaborazione con altre realtà della Sardegna. La società ha ricevuto premi sul valore sociale delle proprie attività e sulla professionalità dimostrata sul campo dagli istruttori, come riconoscimento alla qualità del servizio che hanno dato e che continuano a dare.

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