La Nuova Sardegna

Sassari

«Ti metto la fune al collo» tre anni a un ex marito

di Nadia Cossu
«Ti metto la fune al collo» tre anni a un ex marito

Condanna confermata per un 60enne accusato di stalking e violenza sessuale Dovrà anche risarcire la ex moglie e l’anziano padre di lei minacciato di morte

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SASSARI. «Non voglio che nessuno ti tocchi. Tanto quelli ti vogliono solo portare a letto». Una delle tante frasi inquietanti pronunciate da un ex marito che non accettava la fine del matrimonio con sua moglie. Per questo si appostava sotto casa, la tempestava di telefonate e messaggi minacciosi. La seguiva ovunque, spaventandola a morte in più di un’occasione. La corte d’appello ha confermato la condanna a tre anni di reclusione nei confronti di un uomo accusato di stalking, tentata violenza sessuale, violazione di domicilio e violenza privata ai danni della ex moglie. Bersaglio degli atti persecutori e delle minacce di morte in alcuni casi sarebbe stato anche l’anziano padre di lei.

«Ti ammazzo, ti metto la fune al collo e ti attacco alla macchina». Sono solo alcune delle parole minacciose che l’imputato, un 60enne del Nuorese residente ad Alghero, aveva rivolto alla sua ex di 50 anni, anche lei originaria della Barbagia. La donna, che si stava costruendo una nuova vita con un altro uomo, era piombata in un incubo. Perché il suo ex non voleva farsi una ragione della fine del matrimonio (insieme avevano avuto una figlia) e faceva di tutto per rendere la vita impossibile alla donna e anche al padre di lei. Entrambi si erano costituiti parte civile nel processo con gli avvocati Michele Sanna e Filippo Carta. Mentre l’imputato era difeso dall’avvocato Luca Diaz.

In primo grado era stato disposto un risarcimento di 9mila euro per la donna, mentre per suo padre di 84 anni 1.500 euro. Confermato anche in appello, insieme alla condanna al pagamento delle spese processuali e a quelle di costituzione di parte civile del secondo grado di giudizio.

Una serie di episodi, quelli contestati dalla Procura, cominciati nel 2015 dopo la separazione. Uno stalking continuo che aveva costretto la donna a chiudere la propria utenza cellulare «procurandole insonnia per giorni e costringendola ad abbandonare l’abitazione familiare di Alghero» e ad andare a vivere in un paese del Nuorese, nonostante il giudice civile avesse assegnato a lei la casa. E poi c’erano i pedinamenti e i giorni in cui l’uomo avrebbe impedito alla ex moglie di uscire dal parcheggio, e ancora le chiamate incessanti e le “visite” non proprio casuali nel paese dove lei si era trasferita. All’imputato era contestata anche la tentata violenza sessuale. Un giorno, dopo aver aspettato che lei uscisse dall’abitazione di un’amica, aveva bloccato lo sportello mentre la donna saliva in macchina «cercando di baciarla e accarezzandole il braccio sinistro», e rivolgendole in quegli istanti le frasi: “Guarda che vengo a cercarti e ti ammazzo”.

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