La Nuova Sardegna

Sassari

Sfida tra volti noti sul filo dell’equilibrio

di Roberto Sanna
Sfida tra volti noti sul filo dell’equilibrio

In lizza il sindaco uscente Nicola Sassu e l’ex deputato Nicola Bianchi A confronto civici “puri” e una coalizione con tante esperienza politiche

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SENNORI. Nell’incertezza di una competizione elettorale con due sole liste (cinque anni fa furono quattro: tre liste civiche e una col simbolo ufficiale dei % Stelle) e nella quale anche una manciata di voti può fare la differenza, i cittadini di Sennori sono comunque sicuri di una cosa: non voteranno al buio. A contendersi la carica di sindaco, tra dieci giorni, ci saranno da una parte il sindaco uscente Nicola Sassu, ricandidato a furor di popolo dalla sua maggioranza e ancora una volta a capo di una lista civica, e dall’altra Nicola Bianchi, ex deputato dei 5 Stelle, a capo di una lista che riunisce esponenti di tanti partiti. Volti noti da una parte e dall’altra, di fatto al momento di mettere la scheda nell’urna si tratta di scegliere da che parte stare.

Al comando della lista “Continuiamo insieme-Sennori 4.0 c’è Nicola Sassu, 38 anni, un passato lavorativo nel settore delle energie rinnovabili e già assessore dal 2011 al 2016. Nelle sue parole la sua esperienza a capo di una lista civica senza colori è positiva: «Non appartengo ad alcun partito, così come i miei colleghi: non ci sono gruppi alle nostre spalle – dice –. La base di questa nuova lista è composta dagli uscenti, con qualche nuovo innesto. L’esperienza di questi cinque anni è stata positiva perché abbiamo sempre saputo mettere davanti a tutto il programma e l’abbiamo portato avanti. Come l’altra volta, ho voluto una lista senza “padrini” politici: come si suol dire, mi sono fatto da solo, i sennoresi conoscono me e il mio modo di lavorare. Continuerò così, forse è più semplice mettere insieme esponenti di tanti partiti ma il rischio è non riuscire a governare». «Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto, qualche ritardo c’è ma è anche dipeso dalla pandemia. Amministrare durante la pandemia è stato difficile all’inizio, ci siamo sentiti molto soli soprattutto per via della difficoltà a coordinarci col governo e con le istituzioni sanitarie. Lentamente la situazione si è normalizzata e la nostra attività amministrativa è ripartita». Tra i risultati di questi cinque anni, Nicola Sassu mette sicuramente il Puc, approvato nell’aprile del 2020 dopo vent’anni di attesa: «Un paese non può svilupparsi in maniera adeguata se non ha regole certe dal punto di vista urbanistico. Faccio un esempio: finalmente potremo costruire nuove case popolari, prima non si poteva perché l’Area aveva pronti i fondi ma senza Puc non avevamo una zona con questa destinazione. Abbiamo anche completato la zona matrice con i piani particolareggiati per il centro storico, e ora, finalmente, sarà possibile investire. Abbiamo rifatto il campo sportivo, omologato per la Serie D, investito nei servizi sociali e in eventi turistici come il Carnevale e il Festival Folk internazionale. Nelle opere pubbliche abbiamo programmato lavori per cinque milioni e in corso per quasi due, ci sono finanziamenti dalla Regione e dalla Rete metropolitana per altri quattro milioni. Progetti ? Tanti ma all’ordine del giorno c’è prima di tutto risolvere il rischio idraulico che minaccia il paese. E poi, ovviamente, catturare e spendere bene i fondi del Pnrr».

Sul perché la gente dovrebbe rieleggerlo Sassu risponde che «i risultati del nostro lavoro sono sotto gli occhi di tutti, è palese che Sennori stia cambiando volto. E penso di essere stato il sindaco di tutti, con grande attenzione anche a chi non mi ha votato».

Dall’altra parte Nicola Bianchi, 41 anni, libero professionista, ci riprova dieci anni dopo. Nel 2011 si candidò e, pur venendo sconfitto, venne eletto in consiglio comunale, primo in assoluto nell’isola per i 5 Stelle. Carica che abbandonò due anni dopo, quando venne eletto in Parlamento dove fece parte della commissione trasporti. La lista da lui capeggiata è denominata “Sennori protagonista” e riunisce «persone alla prima esperienza politica, soprattutto giovani, e altre persone che vengono da diverse esperienze politiche: Pd, Progressisti, 5Stelle, Cambiamo! e moderati di Forza Italia – spiega –. Onestamente non lo ritengo un problema perché siamo a Sennori, dobbiamo governare il nostro paese ed essere di un partito o di un altro ha poco senso. Lo ha se sei in Regione o in Parlamento, ma se devi riparare la buca in strada è un problema della comunità, lo si risolve tutti insieme. Per questo la mia candidatura non è arrivata per caso, ma è stata un momento di sintesi di tutto questo».

Alla maggioranza uscente Bianchi rimprovera in particolar modo «la mancanza di dialogo, hanno azzerato l’opposizione. È mancato il confronto col territorio che in questo momento è imprescindibile perché bisogna entrare in progetti comuni, creare sistemi con altri paesi, Sorso in primis: non si può andare avanti accedendo mutui. Penso sia il momento di cambiare atteggiamento, aprire un dialogo con tutti perché tutti, anche chi sta all’opposizione, è una risorsa, la democrazia è anche questo. In questa campagna elettorale sto andando casa per casa e la gente mi dice “finalmente vi conosciamo”, segnala criticità e problemi, in una piccola comunità contano molto le cose spicciole e identificano i singoli, non certo i partiti. E poi ci sono anche le grandi cose: completare le incompiute, soprattutto, il Museo delle tradizioni, l’hotel diffuso, tutti i progetti iniziati e poi abbandonati che possono anche dare lavoro subito coi cantieri. E ancora il reddito energetico, sulla falsariga di Porto Torres. Un altro punto sul quale lavorare è il ruolo che Sennori deve avere all’interno della Città metropolitana, Sennori non può avere un ruolo di secondo piano. Così vogliamo cancellare gli staff e utilizzare creare un ufficio programmazione e reperire finanziamenti». «Perché votarmi? Perché la nostra è una lista inclusiva, aperta al confronto – chiude – e con idee innovative. Il sindaco uscente è in continuità ormai da dieci anni, è il momento di svoltare».

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