Detenuta tenta di impiccarsi, salvata

Bancali: provvidenziale l’intervento della polizia penitenziaria. Plauso del Sappe

SASSARI. Un nuovo suicidio è stato sventato ieri mattina nel carcere di Bancali. Il tempestivo e professionale intervento prima della polizia penitenziaria e poi del personale sanitario hanno permesso di salvare la vita a una detenuta che già aveva tentato di uccidersi poche settimane fa. A darne notizia è il Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) per bocca del delegato nazionale per la Sardegna Antonio Cannas, che aggiunge: «La detenuta ha tentato di impiccarsi alle inferriate della finestra della cella con un laccio ricavato dalle lenzuola. Era priva di sensi quando sono intervenuti il personale di polizia penitenziaria e il medico di guardia che praticando le procedure di primo soccorso e rianimazione sono riusciti a salvarla. Ecco, questa è la polizia penitenziaria – commenta Cannas – pronta ad agire con gli altri operatori e con gli stessi detenuti per tutelare la vita dei ristretti. Questa è comunità, ma nel rispetto dei difficili ruoli che ognuno viene chiamato a svolgere per la propria parte. Il compiacimento del Sappe va incondizionatamente ai colleghi di Bancali e ai sanitari che hanno restituito alla vita un essere umano vinto dalla disperazione». Un plauso anche dal segretario regionale Luca Fais: «L’ennesimo suicidio sventato in tempo grazie alla professionalità e all’attenzione dei poliziotti dimostra come i problemi sociali e umani permangono nei penitenziari. Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della polizia penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 21mila suicidi e impedito che quasi 170mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze». Durissimo Donato Capece, segretario generale del Sappe: «Così non si può più andare avanti: è uno stillicidio quotidiano. Fare il poliziotto penitenziario in carcere è sempre più pericoloso e ci sentiamo abbandonati da tutti».

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