In overdose a 18 mesi indagato il padre del bimbo

Il piccolo è uscito dalla terapia intensiva e ha ripreso a giocare in Pediatria II genitore di 29 anni è accusato di lesioni come conseguenza di altro delitto

SASSARI. Ha iniziato a giocare nello spazio giochi del reparto di Pediatria il piccolo di diciotto mesi che giovedì scorso era arrivato in ospedale in gravissime condizioni dopo aver assunto accidentalmente dell’eroina, probabilmente trovata a casa dei genitori.

La terapia a base di Narcan, l’antidoto che contrasta l’effetto degli oppiacei, ha consentito una ripresa delle condizioni del bambino che i prossimi giorni, non appena i medici lo riterranno possibile, potrebbe tornare a casa.

Intanto nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica dopo la sventata tragedia, come era prevedibile è finito il padre del piccolo, un 29enne nigeriano difeso dall’avvocato Carlo Pinna Parpaglia.

Il sostituto procuratore Ermanno Cattaneo gli contesta il reato di “lesioni come conseguenza di altro delitto”, che in questo caso di configura con la cessione di sostanze stupefacenti.

Durante la perquisizione dell’appartamento in cui vivono i genitori del bambino, nel quartiere residenziale di Cappuccini, gli investigatori della squadra mobile non avevano trovato tracce di eroina, ma solo una piccola dose di pochissimi grammi di marijuana.

Intanto proseguono gli accertamenti degli investigatori della squadra mobile, coordinati dal dirigente Dario Mongiovì, per ricostruire dettagliatamente tutta la vicenda e capire dove e quando il bambino abbia ingerito l’eroina. I genitori erano stati sentiti i giorni scorsi e avevano dichiarato che il piccolo avrebbe raccolto da terra la bustina di eroina mentre giocava in un parco cittadino giovedì scorso. Poi ritornati a casa, il bambino sarebbe stato messo a letto dalla mamma che ore dopo, non riuscendo a risvegliarlo, lo aveva trasportato in ospedale.

Una versione che non convince gli investigatori. L’ipotesi più avvalorata, infatti, rimane quella che il piccolo abbia ingerito la sostanza stupefacente mentre si trovava in casa, anche se nell’abitazione non sono state trovate tracce della sostanza trovata nel corpo del bambino, durante un’accurata perquisizione della polizia. Un controllo fatto però il giorno successivo alla comunicazione dei medici dell’ospedale che giovedì scorso avevano informato la polizia del ricovero del bimbo in overdose.

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