I residenti: «Una pista da Formula 1»

Le proteste per la pericolosità di una strada dove ogni giorno si rischia la vita

SASSARI. La strada per il mare, la chiamano così. Ma tutti hanno la piena consapevolezza che è una delle più pericolose. IN primo luogo per la velocità degli automobilisti, per le manovre da pura follia che si vedono e per i sorpassi da brivido che compiono tutti quelli che dopo un po’ si stancano di stare in coda e credono di guadagnare tempo risalendo in corsia di sorpasso. Ci sono anche quelli che abbandonano le auto o altri mezzi in posizione pericolosa, senza curarsi minimamente dei pericoli che creano: un fenomeno assai diffuso in prossimità di attività commerciali, anche nel punto dove circa due mesi fa si è verificato il grave incidente con il carroattrezzi che ha travolto il pedone sulle strisce pedonali.

Già, i passaggi protetti per i pedoni: un privilegio che non esiste, perchè ogni volta che si attraversa la strada si rischia la vita. D’altronde i residenti lo avevano detto chiaramente quando tre anni fa è stata riaperta la strada una volta conclusi i lunghi e interminabili lavori: contenti per il ritorno a una viabilità quasi normale, ma preoccupati per la loro incolumità. Spesso si rischia la vita solo per fare un breve tratto e raggiungere le strisce pedonali. Dove poi non è che si stia così tranquilli.

E l’incidente che poi è costato la vita al pensionato di Osilo riapre il dibattito sulla sicurezza della Buddi Buddi: «Ci avevano promesso interventi per migliorare una situazione che invece resta di piena emergenza: questa è una pista dove si corre ogni giorno e a tutte le ore. Gli incidenti non si contano più, ci sono già troppe croci. Cosa dobbiamo fare per farci ascoltare e ottenere almeno un po’ di rispetto?».

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