la difesa dei vertici arst indagati
«Nessun rischio disastro nella tratta Sassari-Alghero»
SASSARI. Saranno i consulenti nominati dalla difesa a fornire tutte le necessarie risposte ai quesiti posti dal gip nell’ambito dell’incidente probatorio relativo all’inchiesta aperta dal sostituto...
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SASSARI. Saranno i consulenti nominati dalla difesa a fornire tutte le necessarie risposte ai quesiti posti dal gip nell’ambito dell’incidente probatorio relativo all’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Paolo Piras e che vede indagati il direttore generale dell’Arst Carlo Poledrini e l’amministratore unico Roberto Neroni (entrambi difesi dall’avvocato Nicola Satta). Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 450 del codice penale sui “delitti colposi di pericolo”. Nel caso specifico, per l’accusa, i due indagati «non provvedendo ai lavori di protezione delle tratte ferroviarie Sassari-Alghero e Sassari-Sorso facevano sorgere il pericolo di un disastro ferroviario in quei luoghi fino a gennaio 2021».
L’indagine era partita in seguito a un esposto presentato in Procura dal segretario provinciale della Faisa Cisal di Sassari, Francesco Boe, il quale aveva elencato una serie di situazioni di pericolo che avrebbero potuto causare il deragliamento del treno.
La difesa è sicura di poter controbattere con i propri consulenti alla perizia ingegneristica di parte che avrebbe confermato l’esistenza dei rischi segnalati dal sindacalista.
Convinzione, quella degli indagati, rafforzata anche dall’esito della riunione tecnica che si era tenuta in prefettura per via dell’allarme scattato in seguito all’esposto. Le autorità intervenute al tavolo non avevano accertato alcun rischio concreto e forze dell’ordine, forestale, vigili del fuoco, polizia municipale avevano spiegato di non aver ricevuto nei rispettivi uffici segnalazioni di emergenza. L’Arst aveva inoltre riferito di aver eseguito il censimento degli alberi di alto fusto lungo tutte le linee e di aver garantito la doverosa vigilanza in particolare nei periodi di emergenza metereologica. Al termine dell’incontro la prefettura aveva confermato che non risultavano gravi pericoli incombenti su quelle tratte ferroviarie. (na.co.)
L’indagine era partita in seguito a un esposto presentato in Procura dal segretario provinciale della Faisa Cisal di Sassari, Francesco Boe, il quale aveva elencato una serie di situazioni di pericolo che avrebbero potuto causare il deragliamento del treno.
La difesa è sicura di poter controbattere con i propri consulenti alla perizia ingegneristica di parte che avrebbe confermato l’esistenza dei rischi segnalati dal sindacalista.
Convinzione, quella degli indagati, rafforzata anche dall’esito della riunione tecnica che si era tenuta in prefettura per via dell’allarme scattato in seguito all’esposto. Le autorità intervenute al tavolo non avevano accertato alcun rischio concreto e forze dell’ordine, forestale, vigili del fuoco, polizia municipale avevano spiegato di non aver ricevuto nei rispettivi uffici segnalazioni di emergenza. L’Arst aveva inoltre riferito di aver eseguito il censimento degli alberi di alto fusto lungo tutte le linee e di aver garantito la doverosa vigilanza in particolare nei periodi di emergenza metereologica. Al termine dell’incontro la prefettura aveva confermato che non risultavano gravi pericoli incombenti su quelle tratte ferroviarie. (na.co.)
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