La rinascita del lago di Bunnari

Va avanti la progettazione dell’intervento da 7,4 milioni con la dismissione della diga bassa 

SASSARI. La diga bassa di Bunnari, quella più antica collaudata nel 1880, è sempre più vicina alla dismissione, con il successivo rinvaso dell'acqua nel bacino della diga alta, costruita nel 1932, in epoca fascista, (su cui sono stati fatti lavori di manutenzione straordinaria costati 350mila euro) e il riempimento del lago, a secco da 15 anni, che sarà usato per fini turistici e sportivi.

La giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi il “documento di fattibilità delle alternative progettuali”, scegliendo tra le tre opzioni presentate dal raggruppamento temporaneo di imprese che lo scorso anno si è aggiudicato il bando da 880mila euro per l’affidamento dello studio di fattibilità generale dell’intervento, la progettazione definitiva ed esecutiva e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, l’opzione per la direzione dei lavori, contabilità e coordinamento sicurezza in fase d’esecuzione.

Parte fondamentale del maxi piano finanziato, dopo una lunga trattativa portata avanti nello scorso mandato dall’assessore Ottavio Sanna, con un finanziamento di 7,4 milioni, sul quale Palazzo Ducale metterà le mani usufruendo del programma "Piano operativo infrastrutture" del ministero Infrastrutture e trasporti.

L’idea è quella di dismettere la vecchia diga, e riempire di nuovo il lago, all'asciutto da quindici anni, che non sarà utilizzato per approvvigionare la città di Sassari (servita dagli invasi del Coghinas e del Bidighinzu), ma sarà sfruttato appunto per fini turistici e sportivi, suggellando il progetto del parco attrezzato nato nel 2009 e andato avanti a singhiozzo, con alterne fortune.

Con la dismissione della “diga bassa”, per far fronte a eventuali straripamenti dovuti a onde di piena nella diga alta, sarà costruito un tunnel laterale che favorirà il deflusso dell'acqua. «Una “galleria lunga” – recita l’opzione scelta dalla giunta – da realizzarsi a sinistra rispetto alla diga esistente previa realizzazione di un argine sulla riva destra del corso d’acqua con conseguente formazione di uno specchio acqueo».

Un progetto imponente, con l’idea di partenza di dismettere la diga bassa che è stata presa perché il suo ripristino comporterebbe costi molto elevati e ingiustificati in rapporto alla capacità di invaso e ai benefici che ne deriverebbero.

Fra le tante ipotesi di intervento vagliate dai tecnici, inizialmente si era pensato anche a demolire una parte della diga bassa per consentire il riempimento di quella alta, ma questa soluzione è stata scartata anche perché la demolizione avrebbe dovuto essere autorizzata dalla Soprintendenza, cosa molto difficile visto che la diga è sottoposta a vincoli di tutela perché considerata a tutti gli effetti come un esempio di archeologia industriale.

Il Comune ha quindi optato per la realizzazione di un tunnel di deflusso dell'acqua, che sarà costruito lateralmente alla diga. Una volta ultimati i lavori per la dismissione della diga bassa e la costruzione del tunnel per il deflusso della acqua di piena, l'invaso sarà riempito e potrà diventare una vera attrazione turistica e sportiva, oltre che favorire il ripristino naturalistico della bellissima zona.

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