«Rete tramviaria e idrogeno, serve una regia»
Il Comitato metrotranvia: «Ci sono ingenti investimenti in programma, ma i piani non sono chiari»
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SASSARI. Una cabina di regia unica, che diradi la nebbia sui piano di sviluppo del trasporto pubblico locale e della mobilità territoriale del nord ovest. Tra collegamenti all’aeroporto di Alghero, treni ad idrogeno, rete ferroviaria e tramviaria. E soprattutto metro leggera di Sassari, che ancora non si capisce quale ruolo avrà in commedia.
A chiederla è Rosario Musmeci per il comitato metrotranvia, preoccupato che Sirio vanga tagliato fuori dal piano che disegna il decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Giovanni Giovannini che destina per il periodo 2020/2026, 140 milioni alla Sardegna, ed in particolare alla Rete Tranviaria del Nord Ovest, per potenziarne le linee e rinnovare contestualmente il parco rotabile.
L’intervento definisce tempi certi (dovrà essere completato entro il 30 giugno 2025) per la realizzazione della fondamentale infrastruttura di connessione diretta dell’Aeroporto di Alghero alla Rete Tranviaria Territoriale (un nuovo collegamento Ferro-Tranviario di lunghezza pari a circa 7 chilometri), prevedendo, inoltre, l’utilizzazione di vettori alimentati ad idrogeno con livello di inquinamento pari a zero e prevede la realizzazione di un impianto di produzione e stoccaggio di idrogeno green da fonti rinnovabili, nonché la fornitura di cinque nuovi veicoli.
«In buona sostanza – spiega Musmeci – la prevista transizione, prevista nel Piano regionale dei trasporti, dal sistema ferroviario a scartamento ridotto a quello tranviario, si completa con la connessione diretta con l’aeroporto di Fertilia, con i nuovi vettori ad idrogeno che dovranno rappresentare il miglior compromesso tra un veicolo ferroviario tradizionale e un tram per la sua provata compatibilità a poter circolare indifferentemente sia su linee tramviarie urbane che su tracciati ferroviari extraurbani».
«Ma, considerando che sino ad oggi non vi è stato né un luogo, né una occasione per diradare tutta le nebbia che nel frattempo si è addensata su tutta questa vicenda – chiude Musmeci – è davvero questa la visione che sta guidando le scelte sin qui effettuate e previste? In tal caso, come è ovvio, i vettori da acquisire con propulsione ad idrogeno dovranno essere dei tram-treno, come l’attuale Sirio, e le risorse precedentemente previste per l’elettrificazione della Sassari – Sorso devono essere rimodulate. Tra pochi giorni, inoltre, dovrà essere comunicato al Ministero il responsabile unico del procedimento, responsabile per l'attuazione dell'intero piano operativo degli investimenti. E non sarebbe male se prima di quella data fossero chiare e condivise le scelte che si stanno per concretizzare. E che siano portate a coerenza tutte le iniziative in atto e previste sul sistema tranviario nel del Nord Ovest».
A chiederla è Rosario Musmeci per il comitato metrotranvia, preoccupato che Sirio vanga tagliato fuori dal piano che disegna il decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Giovanni Giovannini che destina per il periodo 2020/2026, 140 milioni alla Sardegna, ed in particolare alla Rete Tranviaria del Nord Ovest, per potenziarne le linee e rinnovare contestualmente il parco rotabile.
L’intervento definisce tempi certi (dovrà essere completato entro il 30 giugno 2025) per la realizzazione della fondamentale infrastruttura di connessione diretta dell’Aeroporto di Alghero alla Rete Tranviaria Territoriale (un nuovo collegamento Ferro-Tranviario di lunghezza pari a circa 7 chilometri), prevedendo, inoltre, l’utilizzazione di vettori alimentati ad idrogeno con livello di inquinamento pari a zero e prevede la realizzazione di un impianto di produzione e stoccaggio di idrogeno green da fonti rinnovabili, nonché la fornitura di cinque nuovi veicoli.
«In buona sostanza – spiega Musmeci – la prevista transizione, prevista nel Piano regionale dei trasporti, dal sistema ferroviario a scartamento ridotto a quello tranviario, si completa con la connessione diretta con l’aeroporto di Fertilia, con i nuovi vettori ad idrogeno che dovranno rappresentare il miglior compromesso tra un veicolo ferroviario tradizionale e un tram per la sua provata compatibilità a poter circolare indifferentemente sia su linee tramviarie urbane che su tracciati ferroviari extraurbani».
«Ma, considerando che sino ad oggi non vi è stato né un luogo, né una occasione per diradare tutta le nebbia che nel frattempo si è addensata su tutta questa vicenda – chiude Musmeci – è davvero questa la visione che sta guidando le scelte sin qui effettuate e previste? In tal caso, come è ovvio, i vettori da acquisire con propulsione ad idrogeno dovranno essere dei tram-treno, come l’attuale Sirio, e le risorse precedentemente previste per l’elettrificazione della Sassari – Sorso devono essere rimodulate. Tra pochi giorni, inoltre, dovrà essere comunicato al Ministero il responsabile unico del procedimento, responsabile per l'attuazione dell'intero piano operativo degli investimenti. E non sarebbe male se prima di quella data fossero chiare e condivise le scelte che si stanno per concretizzare. E che siano portate a coerenza tutte le iniziative in atto e previste sul sistema tranviario nel del Nord Ovest».
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