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Sassari

Coste a rischio per la burocrazia

di Gavino Masia
Coste a rischio per la burocrazia

I fondi per mettere in sicurezza Balai e Abbacurrente assegnati da 5 anni ma i lavori non sono partiti

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PORTO TORRES. Gli interventi per combattere l’erosione costiera che avanza inesorabilmente su tutto il litorale turritano – aggredendo le rocce a picco sul mare – si scontrano purtroppo con la burocrazia e con i pareri degli Enti preposti.

Sono infatti trascorsi ben cinque anni da quando la Regione aveva assegnato al Comune di Porto Torres il finanziamento (1 milione e 500mila euro) per la messa in sicurezza delle falesie di retrospiaggia nei litorali di Balai e Abbacurrente e per l’intervento di protezione dei terreni di fondazione della torre di Abbacurrente. Ma il cronoprogramma della struttura comunale indica al 2023 l’esecuzione e l’ultimazione dei lavori, oltre al collaudo delle opere. Nel 2020 si era predisposto il bando e l’avvio di gara per l’affidamento del servizio di progettazione e nel 2021 si era aggiudicata la progettazione del secondo lotto di opere di protezione al Raggruppamento temporaneo d’impresa tra professionisti, con una somma di 126mila euro, per programmare gli interventi necessari per la mitigazione dei processi erosivi che continuano a verificarsi lungo tutta la costa. Nel 2022 è prevista la redazione e approvazione del progetto definitivo-esecutivo, la pubblicazione del bando di gara e la consegna dei lavori.

L’iter di approvazione prevede tutta una serie di pareri degli Enti, tra cui la Valutazione di impatto ambientale, che allungano inevitabilmente gli interventi su una fascia costiera dove le mareggiate continuano ad erodere la spiaggia dello Scoglio Ricco e il basamento della torre di Abbacurrente. E tra le priorità presenti nel progetto ci sono proprio la stabilizzazione e consolidamento dei versanti attraverso l’utilizzo di terre armate nei punti caratterizzati da maggiore instabilità della spiaggia di Balai, dell’insenatura dello Scoglio Ricco e dell’arenile di Abbacurrente.

Interventi anche nella zona tra La Farrizza e Abbacurrente per impedire le discese lungo i percorsi a elevato rischio di crolli. Un discorso a parte merita la chiesetta di Balai vicino, non ricompresa nel finanziamento sull’erosione, dove le infiltrazioni continuano ad allagare l’ipogeo e le correnti marine mettono a rischio tutta la struttura. Nei mesi scorsi l’amministrazione comunale aveva chiesto ulteriori finanziamenti alla Regione, quantificati in 3 milioni di euro, per cercare di proteggere il litorale che rischia di franare per le forti mareggiate spinte dai venti. Un moto ondoso che, soprattutto nei mesi invernali, diventa il nemico numero uno per le rocce che da Balai si estendono fino ad Abbacurrente. «Non sono ancora arrivate risposte sulla richiesta presentata dal Comune alla Regione sul tema dell'erosione – dice il sindaco Massimo Mulas - e questo dipende dal fatto che a tutti i livelli, nazionale e regionale, si stanno riprogrammando le risorse per adeguarle alla stagione di finanziamenti e interventi del Pnrr. È presumibile, quindi, che all'inizio del nuovo anno ci sarà un quadro più ampio e chiaro degli eventuali fondi che potranno essere messi a disposizione per il problema dell'erosione costiera».

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