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Il garante Unida scrive al ministro «A Bancali tensione alle stelle»

SASSARI. «Nel carcere di Bancali la situazione è sempre più preoccupante. Sei casi di suicidio sventati negli ultimi mesi e atti di autolesionismo all’ordine del giorno» A lanciare l’allarme, con un’a...

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SASSARI. «Nel carcere di Bancali la situazione è sempre più preoccupante. Sei casi di suicidio sventati negli ultimi mesi e atti di autolesionismo all’ordine del giorno» A lanciare l’allarme, con un’accorata lettera alla ministra della Giustizia Marta Cartabia è il garante dei detenuti Antonello Unida che vive quotidianamente a contatto con le persone private della libertà personale e raccoglie il loro malessere.

«È dal 23 maggio scorso, che mancano due importanti figure apicali, in pianta stabile - ha scritto Unida nella lettera inviata a Roma - come il direttore e il comandante degli agenti. I funzionari pedagogico-educativo, su un fronte di circa 400 persone detenute - ha aggiunto il garante - sono solo tre. Troppo pochi - spiega Antonello Unida - perché l’istituto di Bancali è considerato di fascia 1, di importanza strategica nazionale, non fosse altro perché ci stanno circa 90 persone detenute in regime di 41/bis e circa una ventina in regime As/2 (accusati di terrorismo islamico) ripeto la situazione è davvero preoccupante». Dentro la struttura, stando alla denuncia del garante, ultimamente la tensione si taglierebbe a fette. «Nonostante l’istituto di Bancali sia stato inaugurato nel 2013 - ha scritto Unida alla ministra Cartabia - esistono già problemi strutturali importanti, come l’umidità in diverse camere di pernottamento, docce rotte, sanitari otturati, la cucina dei detenuti comuni è mal funzionante, non garantendo a tutti un pasto degno di questo nome, tutto ciò è inammissibile, è aggiungere pena alla pena. Sommessamente ritengo che dentro una struttura penitenziaria - ha aggiunto il garante dei detenuti bisogna creare amore, con un Lavoro sinergico con tutti gli “attori” che vi lavorano al proprio interno. Uno dei miei compiti - ha concluso Unida - è quello di cercare ponti al suo interno fra le persone detenute e le donne e uomini della polizia penitenziaria e ponti anche con l’esterno. Chiedo - ha concluso il garante rivolgendosi al ministro - un suo autorevole intervento, la situazione è veramente esplosiva».



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