Food4life, si comincia: via alla raccolta di cibo
di Paolo Ardovino
Da novembre la rete di volontari al lavoro per distribuire gli alimenti ai bisognosi una quindicina tra ristoranti, pasticcerie e negozi doneranno le loro eccedenze
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SASSARI. Ora comincia una nuova fase per il progetto Food4life. La lunga campagna di sensibilizzazione cominciata in primavera ha ottenuto i suoi risultati e, raggiunta una maggiore consapevolezza, è tempo di passare all’atto pratico. Il tema cardine è il consumo spropositato e il conseguente spreco in ambito alimentare; l’argomento successivo entra di forza nell’ambito sociale. Si parla di povertà. Coordinata dall’Aics Sassari, la rete di associazioni e attività messa in piedi si occuperà di raccogliere le eccedenze di cibo per poi distribuirle alle famiglie indigenti.
Il convegno. Ieri si è tenuto presso il Piccolo teatro il convegno conclusivo della prima lunga parte di Food4life, iniziativa finanziata dal Ministero del Lavoro e dall’assessorato regionale alla Sanità, promossa dal comitato provinciale Aics Sassari e a cui hanno aderito gli assessorati alle Politiche sociali di Sassari, Porto Torres e Castelsardo. Un momento di bilancio per capire quanto fatto finora e come pianificare le prossime mosse. Nello specifico, la campagna è cominciata lo scorso maggio e ha interessato in particolare le scuole sassaresi, con incontri formativi sull’emergenza spreco di cibo. Si sono tenuti anche online, sotto forma di webinar aperti a tutta la popolazione.
Già dalle prossime settimane partirà invece la seconda parte di Food4life. Insieme alle associazioni coinvolte e all’aiuto di volontari, verranno raccolte le eccedenze delle attività che hanno deciso di partecipare – circa una decina tra Sassari e altri comuni dell’hinterland – e consegnate alle famiglie più bisognose.
La campagna. «Abbiamo intervistato molte aziende sul territorio – così Franco Cassano, presidente di Aics Sassari –, in linea di massima hanno aderito le piccole realtà. Molte aziende che fanno parte di grandi catene nazionali e internazionali non hanno potuto aderire autonomamente». Nell’attività di sensibilizzazione sono stati resi partecipi gli studenti, prevalentemente delle scuole medie ma anche dell’istituto superiore cittadino di Agraria, più che mai coinvolto nella tematica: «Abbiamo pensato di parlare ai più giovani e da loro sono arrivate buone risposte. Gli studenti si sono dimostrati interessati e non hanno preso sottogamba la questione, riconoscendo anzi la situazione allarmante dietro agli sprechi quotidiani».
Rete sociale. Si nominano gli sprechi e si pensa subito alla grande distribuzione. E invece «sono le famiglie le prime a produrne una grande quantità – è il commento del numero uno dell’associazione di promozione sociale –. Così come gli ospedali». Se da una parte si eccede, dall’altra anche la richiesta di cibo è alta. «A Sassari è preoccupante il dato relativo alla povertà, lievitata notevolmente nel corso della pandemia». Per questo la finalità del progetto è duplice: «creare una rete culturale, per cambiare i comportamenti e le abitudini sul consumo alimentare, e poi creare una rete con il terzo settore e le attività». A partire da novembre, il gruppo di volontari nato in questi mesi si metterà in moto. Ogni attività commerciale aderente ha il compito di comunicare quando avrà eccedenze di alimenti commestibili. I volontari si occuperanno della raccolta e poi della distribuzione, che dovrebbe venire effettuata in punti strategici comunicati alla popolazione. «Questa azione – conclude Cassano – credo sia estremamente importante, in città ci sono poche realtà laiche che si occupano di questo tipo di sostegno, come la Casa della Fraterna solidarietà, servirebbe avere una rete maggiore».
Il convegno. Ieri si è tenuto presso il Piccolo teatro il convegno conclusivo della prima lunga parte di Food4life, iniziativa finanziata dal Ministero del Lavoro e dall’assessorato regionale alla Sanità, promossa dal comitato provinciale Aics Sassari e a cui hanno aderito gli assessorati alle Politiche sociali di Sassari, Porto Torres e Castelsardo. Un momento di bilancio per capire quanto fatto finora e come pianificare le prossime mosse. Nello specifico, la campagna è cominciata lo scorso maggio e ha interessato in particolare le scuole sassaresi, con incontri formativi sull’emergenza spreco di cibo. Si sono tenuti anche online, sotto forma di webinar aperti a tutta la popolazione.
Già dalle prossime settimane partirà invece la seconda parte di Food4life. Insieme alle associazioni coinvolte e all’aiuto di volontari, verranno raccolte le eccedenze delle attività che hanno deciso di partecipare – circa una decina tra Sassari e altri comuni dell’hinterland – e consegnate alle famiglie più bisognose.
La campagna. «Abbiamo intervistato molte aziende sul territorio – così Franco Cassano, presidente di Aics Sassari –, in linea di massima hanno aderito le piccole realtà. Molte aziende che fanno parte di grandi catene nazionali e internazionali non hanno potuto aderire autonomamente». Nell’attività di sensibilizzazione sono stati resi partecipi gli studenti, prevalentemente delle scuole medie ma anche dell’istituto superiore cittadino di Agraria, più che mai coinvolto nella tematica: «Abbiamo pensato di parlare ai più giovani e da loro sono arrivate buone risposte. Gli studenti si sono dimostrati interessati e non hanno preso sottogamba la questione, riconoscendo anzi la situazione allarmante dietro agli sprechi quotidiani».
Rete sociale. Si nominano gli sprechi e si pensa subito alla grande distribuzione. E invece «sono le famiglie le prime a produrne una grande quantità – è il commento del numero uno dell’associazione di promozione sociale –. Così come gli ospedali». Se da una parte si eccede, dall’altra anche la richiesta di cibo è alta. «A Sassari è preoccupante il dato relativo alla povertà, lievitata notevolmente nel corso della pandemia». Per questo la finalità del progetto è duplice: «creare una rete culturale, per cambiare i comportamenti e le abitudini sul consumo alimentare, e poi creare una rete con il terzo settore e le attività». A partire da novembre, il gruppo di volontari nato in questi mesi si metterà in moto. Ogni attività commerciale aderente ha il compito di comunicare quando avrà eccedenze di alimenti commestibili. I volontari si occuperanno della raccolta e poi della distribuzione, che dovrebbe venire effettuata in punti strategici comunicati alla popolazione. «Questa azione – conclude Cassano – credo sia estremamente importante, in città ci sono poche realtà laiche che si occupano di questo tipo di sostegno, come la Casa della Fraterna solidarietà, servirebbe avere una rete maggiore».
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