Oltre centomila euro di sanzioni erogate dall’inizio dell’anno
SASSARI. Un uomo arriva di prima mattina in città da un paese del circondario, apre il cofano della sua auto e scarica un grosso bustone nero, lo appoggia per terra vicino a un cassonetto e sgasa via,...
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SASSARI. Un uomo arriva di prima mattina in città da un paese del circondario, apre il cofano della sua auto e scarica un grosso bustone nero, lo appoggia per terra vicino a un cassonetto e sgasa via, convinto di aver risolto così la faccenda. In realtà ha appena fatto un filotto di ben quattro sanzioni: abbandono al suolo di rifiuti (500 euro), conferimento in orari o giorni diversi da quelli indicati in ordinanza (100 euro), di sacchi non trasparenti (100 euro) e da parte delle utenze non residenti nel comune di Sassari (250 euro), per un non invidiabile totale di 950 euro. Un caso di scuola? Nemmeno per idea. Nell’ultima “retata” fatta dalla polizia municipale infatti il cumulo di infrazioni con un’unica “gettata” è arrivato addirittura a 1500 euro.
Una vera mazzata che raramente i furbetti dei rifiuti immaginano di poter prendere. Eppure il quadro sanzionatorio è chiaro e dettagliato, e alle infrazioni già citate aggiunge multe, giusto per citare le più “gettonate”, per chi lascia in strada ingombranti e pericolosi (500 euro), per la mancata differenziazione (250), errori del conferimento porta a porta (250) o per chi, avendo attivo il porta a porta nel suo quartiere, emigra in un altro per scaricare i suoi rifiuti nei cassonetti (250), per finire con la multa anti lauree selvagge, con 100 euro di sanzione per chi non raccoglie coriandoli dal suolo pubblico.
Un tariffario tutt’altro che teorico visto che, dall’inizio dell’anno a oggi, grazie alle micidiali fototrappole, sono state elevate più di 500 sanzioni che, con una prudente media di 200 euro a sanzione, fanno 100mila euro drenati dal Comune dalle tasche dei furbetti. Soldi che, ironia della sorte (ma nemmeno tanto) tornano per gran parte nelle casse del settore Ambiente, che li usa per migliorare il servizio ma anche per implementare i controlli. Insomma i furbi pagano per essere beccati di nuovo.
Euro che il Comune riscuote con una certa decisione. Le sanzioni sono notificate a casa entro 90 giorni e ce ne sono altri 60 per fare osservazioni od opposizioni, ma meno del 5% provano a contestare le nitidissime immagini catturate dalle videocamere. Da lì scattano le procedure di riscossione di Palazzo Ducale, con sanzioni accessorie in caso di ritardo. Fare i furbi insomma non conviene. (g.bua)
Una vera mazzata che raramente i furbetti dei rifiuti immaginano di poter prendere. Eppure il quadro sanzionatorio è chiaro e dettagliato, e alle infrazioni già citate aggiunge multe, giusto per citare le più “gettonate”, per chi lascia in strada ingombranti e pericolosi (500 euro), per la mancata differenziazione (250), errori del conferimento porta a porta (250) o per chi, avendo attivo il porta a porta nel suo quartiere, emigra in un altro per scaricare i suoi rifiuti nei cassonetti (250), per finire con la multa anti lauree selvagge, con 100 euro di sanzione per chi non raccoglie coriandoli dal suolo pubblico.
Un tariffario tutt’altro che teorico visto che, dall’inizio dell’anno a oggi, grazie alle micidiali fototrappole, sono state elevate più di 500 sanzioni che, con una prudente media di 200 euro a sanzione, fanno 100mila euro drenati dal Comune dalle tasche dei furbetti. Soldi che, ironia della sorte (ma nemmeno tanto) tornano per gran parte nelle casse del settore Ambiente, che li usa per migliorare il servizio ma anche per implementare i controlli. Insomma i furbi pagano per essere beccati di nuovo.
Euro che il Comune riscuote con una certa decisione. Le sanzioni sono notificate a casa entro 90 giorni e ce ne sono altri 60 per fare osservazioni od opposizioni, ma meno del 5% provano a contestare le nitidissime immagini catturate dalle videocamere. Da lì scattano le procedure di riscossione di Palazzo Ducale, con sanzioni accessorie in caso di ritardo. Fare i furbi insomma non conviene. (g.bua)
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