Minacce aggravate, assolto l’omicida di Ottava

Ventriglia, già condannato per aver ucciso un calciatore, non danneggiò l’auto del suocero della vittima

SASSARI. Arriva un’assoluzione per Daniele Ventriglia, il 27enne sassarese che un anno fa era stato condannato dalla corte d’assise d’appello a quindici anni di carcere per l’omicidio del giovane calciatore Nico Della Morte, avvenuto a maggio del 2018 nella frazione di Ottava. Una coltellata al cuore che non aveva lasciato scampo al 23enne originario di Chiavenna ma da tempo stabile in città e fidanzato con una giovane della borgata.

Ventriglia dopo quella sentenza era comparso nuovamente davanti al giudice per un altro reato. Era infatti accusato di aver danneggiato, due mesi prima dell’omicidio, la macchina di Antonio Gavino Sanna, suocero della vittima e presidente della Polisportiva Ottava, squadra nella quale Nico Della Morte giocava. Ventriglia doveva anche rispondere di minacce per aver detto all’uomo – scriveva il pm nel decreto di citazione a giudizio – «che sarebbe andato a prendere la pistola per sparargli». Un episodio che aveva lasciato intendere l’esistenza di tensioni pregresse tra l’imputato e Sanna. Ma ieri il giudice Anna Pintore, accogliendo la richiesta dell’avvocato difensore Marco Palmieri, ha assolto Ventriglia dal danneggiamento «per non aver commesso il fatto» e lo ha assolto anche dalla minaccia aggravata, con formula dubitativa, «perché il fatto non sussiste».

Quella tragica sera di tre anni fa, Nico Della Morte si trovava nel circolo accanto al campo sportivo insieme ai compagni di squadra. Sul posto era arrivato Daniele Ventriglia, era nata una discussione: il calciatore aveva invitato il giovane ad andarsene e la lite era proseguita in mezzo alla strada dove in seguito si era consumato il delitto. Poi la fuga, durata però solo poche ore perché il 27enne era stato fermato dalla polizia mentre stava andando a costituirsi.

In questo secondo processo due testimoni citati dal pm avevano ridimensionato le “nuove” accuse raccontando al giudice che Ventriglia quel giorno stava giocando a calcio con loro (aveva anche la figlia piccola con sè) e il pallone aveva colpito e danneggiato l’auto di Sanna. Quest’ultimo, insieme al figlio, gli sarebbe andato incontro e gli avrebbe dato uno schiaffo, per poi allontanarsi. L’imputato a quel punto li aveva inseguiti brandendo un bastone. Quell’episodio era finito lì. Era il 26 marzo del 2018 e due mesi dopo Daniele Ventriglia veniva arrestato per l’omicidio del genero di Antonio Sanna. (na.co.)

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