La Nuova Sardegna

Sassari

Mortale a La Landrigga pena ridotta a due anni per l’agricoltore

Mortale a La Landrigga pena ridotta a due anni per l’agricoltore

SASSARI. Pena ridotta a due anni in appello per Giuseppe Ruzzu, l’agricoltore sassarese di 47 anni condannato in primo grado, a settembre del 2020, a tre anni di reclusione per omicidio stradale. A...

30 ottobre 2021
2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Pena ridotta a due anni in appello per Giuseppe Ruzzu, l’agricoltore sassarese di 47 anni condannato in primo grado, a settembre del 2020, a tre anni di reclusione per omicidio stradale.

A ottobre del 2017 in un incidente avvenuto alla Landrigga perse la vita il 37enne sassarese Sandro Desole (dopo due settimane di ricovero in ospedale). A distanza di due anni da quella tragedia, a febbraio del 2019 Ruzzu era finito sotto inchiesta. Il suo avvocato difensore Claudio Mastandrea aveva chiesto un abbreviato secco e il gup aveva disposto l’esecuzione di una perizia. Il colpo di scena nelle indagini era arrivato a distanza di tempo. Gli agenti della polizia stradale a conclusione degli accertamenti avevano infatti stabilito che Desole non era finito fuori strada da solo – come si era ipotizzato in un primo momento – ma che era stato urtato da un trattore agricolo.

La vittima il pomeriggio del 6 ottobre era alla guida del suo TMax nella zona della Landrigga, lungo la strada vicinale “Caffè Roma”, a poca distanza dalla provinciale Sassari-Fertilia. Inizialmente si era pensato a una “uscita di strada autonoma”: perdita di controllo, la moto che scarroccia per una cinquantina di metri e l’impatto violento del 37enne sull’asfalto. Nessun testimone aveva assistito all’incidente e la prima ipotesi ritenuta più probabile era stata quella di una caduta accidentale. L’uomo era stato soccorso dagli operatori del 118 e poi ricoverato in Rianimazione, aveva subìto diversi interventi chirurgici ma il quadro clinico non era migliorato. Sandro Desole era morto il 19 ottobre del 2017. Nel frattempo le indagini avevano consentito di acquisire elementi nuovi. Lo scooterone presentava infatti dei segni particolari sulla carrozzeria, come se avesse urtato un ostacolo con un colore ben definito. Indagini che avevano portato a individuare Ruzzu come colui che «alla guida del trattore agricolo – scriveva la Procura – ometteva di dare precedenza al TMax Yamaha e causava la caduta dello scooterone con conseguente morte del conducente».

In appello l’avvocato Mastandrea ha sottolineato ancora una volta come non ci fosse alcuna prova del fatto che il trattore quel giorno avesse urtato la moto, circostanza sempre smentita dall’imputato. Il collegio d’appello, presieduto da Salvatore Marinaro, accogliendo parzialmente la richiesta del difensore ha inflitto a Ruzzu due anni.

I familiari della vittima si erano costituiti parte civile con gli avvocati Gabriele Satta e Massimiliano Tore. (na.co.)

In Primo Piano
Tribunale

Sassari, morti di covid a Casa Serena: due rinvii a giudizio

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative