In città sono ottanta i profughi ospiti tra loro ingegneri e docenti universitari
Sono cinquanta gli afghani ospitati in via Solari, per un totale di otto nuclei familiari, e una trentina al Pime. La catena di solidarietà che li ha portati a Sassari ha visto protagonista la...
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Sono cinquanta gli afghani ospitati in via Solari, per un totale di otto nuclei familiari, e una trentina al Pime. La catena di solidarietà che li ha portati a Sassari ha visto protagonista la Diocesi, e ha consentito di dare un rifugio a famiglie che in Afghanistan avrebbero rischiato la morte. I profughi arrivati in Italia e in città hanno alte qualifiche e professionalità: sono ingegneri, medici, docenti universitari, funzionari governativi e di ambasciata. Il loro legame con il precedente governo del presidente Ashraf Ghani li avrebbe messi in pericolo dopo che il 15 agosto scorso i talebani hanno preso Kabul instaurando un nuovo regime che ha fatto tornare indietro il paese di vent’anni. Penalizzando soprattutto le donne che non hanno più diritto a un’istruzione. «Gli afghani non vogliono rivivere il passato – ha detto la giornalista ospite dell’incontro con il Rotary Club Sassari Silki –. Noi torneremo solo quando i talebani non ci saranno più».
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