La Nuova Sardegna

Sassari

Il sindaco cerca alleati per salvare il Comunale

di Giovanni Bua
Il sindaco cerca alleati per salvare il Comunale

In campo un progetto di governance allargata per rendere sostenibili i costi Coinvolti enti, associazioni culturali ma anche aziende e investitori privati

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SASSARI. Un costo ormai insostenibile per le casse di Palazzo Ducale, che si deve trasformare in una risorsa e in un punto di riferimento culturale e artistico per la città e tutto il territorio. Si tratta del Teatro Comunale di piazza dei Cappuccini, uno dei più grandi dell’Isola con i suoi 1421 posti, inaugurato in pompa magna nel febbraio del 2012, ma mai davvero decollato a causa di irrisolti problemi (su tutti il posteggio dqa 400 posti mai inaugurato, ma anche vari problemi strutturali) e altissimi costi di gestione. Costi che pesano quasi completamente sulle spalle dell’amministrazione comunale, che dal 2020 non prende più un euro di contributi dalla Regione e che, a parte qualche parentesi nelle quali è stato concesso in convenzione all’Ente Concerti per la stagione lirica, ha l’onore della gestione diretta della struttura.

Una situazione insostenibile a cui la giunta comunale ora prova a mettere una definitiva pezza, iniziando un percorso che individui un nuovo modello di governance aperto agli altri Enti del territorio e ai privati. A tracciare il non facile cammino una delibera, presentata dal sindaco Nanni Campus che ha preso in carico direttamente la fondamentale questione, approvata nei giorni scorsi in giunta. Delibera che sottolinea come l’itinerario di rilancio debba essere «impostato, definito e perfezionato con il ricorso alla modalità del partenariato pubblico privato e dunque secondo una strategia capace di promuovere fondate opportunità di sviluppo attraverso la selezione di iniziative innovative, la previsione di opere e servizi di sicura utilità, l’accurata individuazione, nelle forme di legge, di appropriati soggetti investitori, la costruzione equilibrata del modello di distribuzione dei rischi».

Una governance allargata insomma, in cui coinvolgere Enti come Uniss, Conservatorio, Accademia, Ente Lirico, privati (come ad esempio la Saba per la gestione del posteggio), associazioni, compagnie e investitori locali ma anche nazionali e internazionali. Che permetta, grazie allo schema paternariale, di intercettare una serie di risorse finanziarie aggiuntive per gli Enti Locali previste nel Pnrr e nelle politiche di coesione UE 2021-2027, ma soprattutto che crei un modello sostenibile, capace di creare valore e mettere a frutto le indiscutibili potenzialità della struttura.

«Il teatro comunale – spiega l’assessore alla Cultura Nicola Lucchi – ha otto aree funzionali e tutte possono essere messe a frutto, insieme o singolarmente, e produrre valore e opportunità. L’idea è quella di costruire un percorso comune, con chi sia davvero interessato a partecipare, e poi articolare il migliore modello possibile di governance, rendendo chiaramente protagonisti gli attori culturali ed economici del territorio, ma aprendo anche all’esterno, attirando investitori anche nazionali e internazionali. E, nelle more del complesso percorso di valorizzazione del Teatro Comunale, vagliare anche progetti pilota temporanei per la gestione di singoli comparti funzionali della struttura».

Un percorso complesso, che sembra però l’unico percorribile. Con la delibera di giunta che è il primo passo. «Gli incontri sono iniziati da tempo – continua Lucchi – ora si tratta di selezionare i potenziali partner pubblici e privati e, in parallelo, costruire una rete di relazioni stabili e strutturate che permetta di promuovere e sostenere l'offerta culturale in una visione integrata».

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