Effetto-Covid anche sull’Ersu

L’Ateneo festeggia la ripresa in presenza ma sono calate le domande di alloggi e borse di studio 

SASSARI. L’effetto Covid si fa sentire anche nei numeri dell’Ersu. L’Ateneo sassarese festeggia, finalmente, il ritorno all’attività in presenza pur con le limitazioni di una pandemia tuttora in corso, ma quest’anno si registrano una flessione verso il basso delle richieste di borse di studio e alloggio.

L’Ersu Sassari come ogni anno ha bandito un concorso per offrire a studenti e studentesse meritevoli e con particolari condizioni di reddito borse di studio, servizi di ristorazione e la possibilità di vivere in una delle sue strutture: in tutto sono state presentate 4430 domande di borsa di studio contro le 5200 richieste dell’anno accademico 20/21. A domandare un posto in una delle residenze sono stati 691 studenti e studentesse, 140 in meno rispetto allo scorso anno. Dai dati registrati dagli uffici amministrativi il numero delle matricole che hanno presentato domanda di borsa quest’anno sono circa 400 in meno (1511 quest’anno, 1900 nel 2020/21). Un calo che parrebbe esser stato registrato anche nel resto dell’isola e probabilmente condizionato dalla difficile situazione economica delle famiglie sarde a seguito dei ripetuti lockdown.

La pubblicazione delle graduatorie è prevista per fine novembre. «Questa situazione richiede certamente una revisione da parte nostra degli obiettivi finora perseguiti – commenta il presidente Massimo Sechi – con una maggiore presa di coscienza della necessità di migliorare lo standard e il numero dei servizi resi ad una popolazione studentesca che nei numeri certamente risente del calo demografico ma anche della nuova crisi sociale ed economica che attraversa il nostro territorio. Chiaro che nuove soluzioni impongono la conferma degli attuali finanziamenti e la ricerca di nuove risorse dal Pnrr Ma non basta, ci si dovrà concentrare con l’Università, per esempio, sulla possibilità di finanziare docenti istitutori all’interno delle residenze per accompagnare gli studenti oltre che alle attività di studio anche a tutte le occasioni di approfondimento culturale e sociale che ben si integrano con la nostra città».

Sono già stati assegnati, invece, i posti letto nelle residenze. A fronte di 691 domande ed una disponibilità come da bando di 504 alloggi, a seguito delle procedure amministrative di controllo è emerso che gli e le aventi diritto erano 565: tra questi una percentuale consistente ha rinunciato all’assegnazione per motivi indipendenti dall’Ersu. I posti letto effettivamente consegnati sono stati 431, soddisfacendo quindi il 100% delle richieste degli aventi diritto. Ad oggi, quindi, restano liberi 73 posti letto.

Il nuovo anno accademico segna per l’Ersu anche un cambio di guida al vertice: il presidente della Regione Christian Solinas ha nominato come nuovo direttore generale l’architetto Libero Meloni. Originario di Buddusò e trasferito ad Arzachena dal 1982, Meloni è stato dirigente dell’area tecnica nel comune di Arzachena. Dal 2018 in Regione, ha ricoperto il ruolo di direttore del Genio civile di Sassari e del Servizio Tutela del Paesaggio della Sardegna settentrionale. «Comincio il mandato in un momento delicato, che vede il graduale ritorno alla normalità, della vita nelle nostre università, dopo l’emergenza pandemica – dice Il nuovo direttore generale –. I ragazzi necessitano di attenzione, posto che la didattica a distanza li ha privati di quella componente di socialità che risulta caratterizzante nell’esperienza formativa complessiva. Il mio impegno è volto a garantire l’erogazione al meglio dei servizi, in sicurezza e possibilmente, a migliorare l’offerta attraverso l’ascolto e la valutazione delle istanze che pervengono dagli studenti, se rispettose della norma e improntate a canoni di correttezza e funzionalità».

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