Clothes sharing, evviva la condivisione
Sa Domo de Totus apre un punto di scambio vestiario nel cuore di Latte Dolce
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SASSARI. Ricostruire la comunità e rafforzare il tessuto sociale è la parola d'ordine dell'associazione culturale e politica "Sa Domo de Totus". Che ieri " ha inaugurato il punto "Clothes Sharing" nella sede della “Sorgente” in via Bottego 37. Un progetto di raccolta e condivisione di vestiario arrivato alla quarta edizione e ora diventa permanente. «Siamo partiti dal quartiere di Sant’Apollinare – racconta la responsabile del mutualismo Francesca Solinas, 23 anni - e ora ci allarghiamo, con un punto di raccolta, distribuzione e scambio di vestiario a Latte Dolce in collaborazione con l'associazione di volontariato "La Sorgente". L'obbiettivo non è solo offrire un servizio di base alla popolazione, ma ricostruire una comunità attiva e solidale».
"Clothes Sharing" che è solo una delle “azioni” che l’associazione mette in campo nella sua sede di via Frigaglia. Al momento sono attivi tre servizi. Lo sportello migranti. «Il servizio - spiega la responsabile Ninni Tedesco, 66 anni – apre tutti i lunedì e i giovedì dalle 16 alle 18, lavora in rete con gli altri sportelli del territorio ed è al servizio di cittadini stranieri per offrire consulenze di tipo amministrativo ma anche accoglienza e informazioni essenziali per la loro inclusione». Prima dell'apertura dello sportello è stata organizzata una tre giorni di formazione rivolta ai volontari di Sa Domo e attualmente si sta svolgendo, presso l'associazione, un tirocinio curricolare in collaborazione con il Corso di studi di gestione dei flussi migratori. «Noi ci rivolgiamo a utenti stranieri con difficoltà linguistiche - chiarisce la formatrice Laura Ortu, 27 anni - e li supportiamo nell'espletamento delle pratiche, ad esempio il permesso di soggiorno».
Poi la lingua sarda. Uno degli obiettivi dell’associazione è la difesa e la valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale della Sardegna. «Purtroppo ci tocca supplire ad una grave mancanza della scuola italiana – spiega Cristiano Sabino, 41 anni, responsabile del progetto –. Lo Stato dovrebbe tutelare le lingue di Sardegna ma di fatto ciò non accade e sempre persone sono in grado di utilizzarle come lingue veicolari. Per questo motivo abbiamo organizzato un corso di lingua. Lo terrà la professoressa Elena Casu, esperta di lingua e didattica del sardo, tutti i martedì dalle 17, presso la nostra associazione»
"Clothes Sharing" che è solo una delle “azioni” che l’associazione mette in campo nella sua sede di via Frigaglia. Al momento sono attivi tre servizi. Lo sportello migranti. «Il servizio - spiega la responsabile Ninni Tedesco, 66 anni – apre tutti i lunedì e i giovedì dalle 16 alle 18, lavora in rete con gli altri sportelli del territorio ed è al servizio di cittadini stranieri per offrire consulenze di tipo amministrativo ma anche accoglienza e informazioni essenziali per la loro inclusione». Prima dell'apertura dello sportello è stata organizzata una tre giorni di formazione rivolta ai volontari di Sa Domo e attualmente si sta svolgendo, presso l'associazione, un tirocinio curricolare in collaborazione con il Corso di studi di gestione dei flussi migratori. «Noi ci rivolgiamo a utenti stranieri con difficoltà linguistiche - chiarisce la formatrice Laura Ortu, 27 anni - e li supportiamo nell'espletamento delle pratiche, ad esempio il permesso di soggiorno».
Poi la lingua sarda. Uno degli obiettivi dell’associazione è la difesa e la valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale della Sardegna. «Purtroppo ci tocca supplire ad una grave mancanza della scuola italiana – spiega Cristiano Sabino, 41 anni, responsabile del progetto –. Lo Stato dovrebbe tutelare le lingue di Sardegna ma di fatto ciò non accade e sempre persone sono in grado di utilizzarle come lingue veicolari. Per questo motivo abbiamo organizzato un corso di lingua. Lo terrà la professoressa Elena Casu, esperta di lingua e didattica del sardo, tutti i martedì dalle 17, presso la nostra associazione»
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