La Nuova Sardegna

Sassari

Porte chiuse al centro di riuso

di Giovanni Bua
Porte chiuse al centro di riuso

Scaduta la proroga, i gestori sono pronti a lasciare. L’assessore Sassu: nuovo bando entro l’anno

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SASSARI. “Chiuso al pubblico”. Questo il cartello che da qualche giorno campeggia sopra il portone di ferro del centro di riuso in via Montello, il gioiellino di 246 metri quadrati, messi a disposizione del Comune dall’inizio del 2018, e gestito dall’apertura dal gruppo sanpaolino dell’Emporio della Solidarietà. Una gestione che sembra destinata ad interrompersi in maniera definitiva nei prossimi giorni, precisamente lunedì 21, quando la proroga di due mesi dell’affidamento, ottenuta da Palazzo Ducale dopo che la manifestazione di interesse per la gestione 2021-2022 era andata deserta, scadrà, e le porte della “casa delle donazioni” si chiuderanno fino a data da destinarsi.

La vicenda non è delle più semplici, ed esistono ancora minimi spazi di manovra per provare a non interrompere il servizio, unico nell’Isola e vero fiore all’occhiello del settore Ambiente di Palazzo Ducale. Quel che però è certo che le criticità sottolineate dal gruppo dell’Emporio, che rendono per loro impossibile affrontare un altro anno di gestione, non sono state ancora risolte. E, nonostante le rassicurazioni dell’assessore Antonello Sassu, le soluzioni sono ancora tutte da trovare.

Il progetto è unico in Sardegna: un luogo aperto alle donazioni di arredi di ogni tipo (sono arrivate anche cucine complete), accessori, libri, soprammobili, giochi per l'infanzia, che i volontari che hanno in gestione il centro catalogano, riordinano, riusano e donano alle famiglie, indicate dai servizi sociali comunali. Un modello, che il Comune finanzia con un contributo di 25mila euro l’anno, che però si sta scontrando con il suo stesso successo, con i volontari che teoricamente dovrebbero garantire tre giornate di apertura settimanali, con un impegno di 25 ore, che però finisce regolarmente per raddoppiarsi e diventare un lavoro a tempo pieno per molti. Un problema serio, che per ora si è risolto grazie alla tenacia del gruppo dei sanpaolini ma che alla lunga ha minato l’equilibrio del progetto.

In attesa delle promesse soluzioni (servono più risorse o almeno del personale stabile, in arrivo magari dai Puc, i progetti di utilità collettiva destinati ai percettori del reddito di cittadinanza) l’Emporio, pur non partecipando alla manifestazione di interesse di fine agosto, ha dato la disponibilità ad andare avanti per due mesi. Ma quando l’assessore ha chiesto ancora tempo (almeno fino al 31 dicembre) hanno alzato bandiera bianca, bloccando le nuove donazioni e l’apertura al pubblico e iniziando a mettere in ordine le carte per lasciare il centro.

Da loro, come sempre, nessun commento o polemica, ma una risolutezza che sembra indicare uno strappo che difficilmente si potrà ricucire.

Non però per l’assessore all’Ambiente Antonello Sassu che è assolutamente deciso a far riaprire il prima possibile le porte di via Montello. «Per noi il centro dei riuso è un progetto strategico da implementare e fare definitivamente decollare – spiega –. Posso capire la posizione degli attuali gestori, con cui parlerò di nuovo nei prossimi giorni, e non posso che essergli grato per l’impegno e il lavoro di questi anni. Abbiamo però bisogno di tempo per trovare le soluzioni giuste. Stiamo lavorando a vari progetti di finanziamento, anche molto “creativo” che incrementino le risorse a disposizione. E speriamo di poterli mettere in campo nelle prossime settimane».

«Quel che è certo – chiude l’assessore – è che entro l’anno ci sarà una nuova manifestazione di interesse, e che il centro riaprirà. Spero con l’aiuto di chi fino ad ora l’ha gestito egregiamente. Sicuramente con tutto l’appoggio che una struttura come questa merita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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