Pioggia di maxi-bollette della Tari, è polemica

Ozieri. Commercianti in rivolta per aumenti fino al 70%, il Comune promette di fare subito chiarezza

OZIERI. Potrebbe essere catalogato come un piccolo pasticcio burocratico all’italiana quello che è accaduto in questi mesi a Ozieri, nel momento in cui erano state recapitate, nella metà di settembre, le cartelle per il pagamento della tariffa sui rifiuti.

In molti avevano sgranato gli occhi vedendo che la cifra riportata era sensibilmente aumentata ed in alcuni casi addirittura raddoppiata rispetto agli anni scorsi e se le variazioni per i privati erano state insignificanti o assenti, ad avere la peggio erano state, invece, diverse categorie di commercianti e artigiani che oggi, arrivati alla terza scadenza delle quattro previste con la rateizzazione, si chiedono se sospendere il pagamento nell’attesa di chiarimenti da parte del Comune o se pagare per non incorrere in seguito in sanzioni e more che farebbero lievitare ancora di più gli importi. «Per la mia attività, che opera nel campo alimentare, pagavo circa cinquecento euro all’anno a cui si aggiungevano circa duecento euro per l’appartamento in cui vivo con moglie e figli – ha detto un commerciante –. Quest’anno invece, pur con la cifra invariata per la casa, mi sono ritrovato ottocentotrenta euro applicati alla superficie del negozio con un aumento del 70% che mi è parso assolutamente fuori da ogni logi»a”. Il problema, emerso immediatamente con numerose segnalazioni pervenute al palazzo comunale, è stato preso in carico dall’assessora al bilancio Anastasia Ladu che in queste settimane ha cercato di capire quale poteva essere stato il “buco” nel sistema per porre rimedio alla questione e sbrogliare l’intricata matassa. I fattori che hanno portato alle cartelle impazzite sono da ricercare in diverse direzioni tra cui le variabili sulle tariffe che sono decise annualmente con decreto ministeriale, eventuali errori contabili del sistema ed anche la corretta applicazione delle riduzioni Tari che la normativa garantiva per effetto dell’emergenza Covid.

«Ho provato a chiedere spiegazioni agli uffici comunali ma nella mail sibillina ricevuta in risposta mi si diceva – ha aggiunto il commerciante – che la mia categoria usufruiva delle agevolazioni Covid e che con delibera del consiglio comunale erano anche aumentate le tariffe. Continuo a pensare che un aumento simile sia fuori da ogni logica e quindi mi riservo di pagare l’intera quota sino a quando il comune non chiarirà realmente le cose» .

Si dice che i conti malfatti si possano sempre aggiustare e seguendo questa logica anche in questo caso si arriverà alla giusta soluzione ma l’ansia di chi ha per le mani una cartella di pagamento e non ha ancora avuto istruzioni su cosa fare è comprensibile soprattutto in un momento di crisi come questo. «Siamo ormai vicini alla conclusione e ci mancano ancora poche verifiche sia per alcuni nuclei familiari che per qualche capannone artigianale – ha detto Anastasia Ladu – ma a breve dovremmo riuscire a dare tutte le risposte».

Francesco Squintu

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