Sporcizia e degrado nell’area dell’eliporto

Ardara. La struttura mai inaugurata e abbandonata da anni si è trasformata in sede di bivacchi

ARDARA. Sporcizia e degrado nell’area intorno all’eliporto tra Mores e Ardara, molto frequentata da ragazzi e coppiette e diventata ricettacolo di rifiuti di ogni tipo. L’eliporto di proprietà della Regione è situato nel territorio comunale di Mores mentre i terreni circostanti sono di proprietà dell’Unione dei Comuni.

E a quest’ultima si appella il sindaco di Ardara Francesco Dui, che chiede un intervento urgente di pulizia ma che invoca anche la posa di telecamere di videosorveglianza. «Alla prossima assemblea – dice il sindaco, che dell’Unione è componente del Cda – chiederò che l’area venga ripulita con un intervento straordinario, Inoltre chiederò che, al primo fazzoletto che si dovesse trovare per terra dopo la pulizia, vengano installate le videocamere per la videosorveglianza della zona». Zona alla quale si accede percorrendo la provinciale 102, la vecchia strada che collega Ardara con Chilivani, e dove nei pressi insistono soprattutto aziende agricole. Inizialmente avrebbe dovuto sorgervi una postazione regionale di elisoccorso ma l’ipotesi nata nel 2014, nonostante la centralità della zona, era tramontata nel 2017 creando non poche polemiche, non solo perché la decisione era stata vista come uno scippo al territorio ma anche perché era apparsa insensata non solo per una questione meramente geografica ma anche perché la base dell’eliporto era costata milioni di euro ed era già dotata di una pista idonea con oltre 2000 metri quadri di hangar e oltre 300 di uffici. Adesso è invece l’ennesima cattedrale nel deserto, abbandonata all’incuria e sede di bivacchi. Una situazione insostenibile non solo per questioni di decoro ma anche ovviamente per motivi ambientali. (b.m.)

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