Causò un vasto incendio a Mores, allevatore rinviato a giudizio

MORES. A luglio dello scorso anno «per sua negligenza e imprudenza» – scriveva la Procura – aveva causato un incendio vastissimo che aveva interessato un’area di quasi nove ettari. Per quei fatti...

MORES. A luglio dello scorso anno «per sua negligenza e imprudenza» – scriveva la Procura – aveva causato un incendio vastissimo che aveva interessato un’area di quasi nove ettari. Per quei fatti ieri mattina il gup Giuseppe Grotteria ha rinviato a giudizio un allevatore sessantenne di Mores con l’accusa di incendio colposo. Il processo davanti al tribunale penale comincerà il 7 luglio.

Il rogo aveva impegnato per lungo tempo mezzi e uomini del corpo forestale. L’episodio, che rappresentò un pericolo anche per l’incolumità delle persone, era accaduto in piena estate. Durante le operazioni di realizzazione di fasce parafuoco nei terreni di un’azienda agricola era scoppiato un incendio che aveva divorato un ampio terreno incolto ricoperto di vegetazione spontanea.

«In particolare – scriveva il pm nella chiusura delle indagini preliminari – l’imputato (difeso dall'avvocato Antonio Secci) non avrebbe adoperato le dovute cautele volte a evitare il propagarsi delle fiamme. Ad esempio la necessaria presenza di una seconda persona dietro il mezzo per scongiurare il propagarsi delle fiamme nell’ipotesi, alquanto frequente, di innesco del fuoco originato dalle scintille prodotte dall’attrito della falciatrice del mezzo agricolo con il materiale lapideo presente sul suolo. Attrito che, a causa delle alte temperature, favorisce l’originarsi di scintille e il propagarsi delle fiamme».

Una condotta che secondo l’accusa avrebbe quindi «consentito al fuoco di divampare non solo nel terreno nel quale l’uomo lavorava ma anche in quelli confinanti in uso ad altra persona, interessando complessivamente 8.799 ettari di vegetazione spontanea cagionando in tal modo un pericolo per la pubblica incolumità e un costo di 3.924 euro relativo alle operazioni di spegnimento». Parte offesa nel procedimento è la Regione autonoma della Sardegna nella persona del presidente pro tempore.
 

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