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Sassari

Coca spedita dentro i libri chieste cinque condanne

di Luca Fiori
Coca spedita dentro i libri chieste cinque condanne

La banda che agiva tra l’Isola e Napoli era stata arrestata nel 2018 dai carabinieri  In manette erano finite anche due casalinghe. La pena più alta richiesta è 16 anni

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SASSARI. Tre anni dopo gli arresti la procura distrettuale antimafia di Cagliari ha presentato il conto alla banda arrestata a ottobre del 2018 dai carabinieri del nucleo investigativo di Sassari, con l’accusa di aver importato nell’isola cocaina da Napoli all’interno di libri recapitati a casa di una insospettabile casalinga sassarese che viveva vicino alla comando provinciale dell’Arma.

La pena più alta – sedici anni di reclusione – è stata chiesta dal sostituto procuratore Guido Pani per Luigi Ronghi, noto Gino, 49 anni, commerciante napoletano residente a Porto Torres e per Stefano Dell’Orfano, 41 anni, anche lui commerciante di origini napoletane e anche lui trapiantato nella città turritana, che con Ronghi in passato aveva gestito un negozio di stufe. I due, secondo le accuse, avevano creato un nuovo canale di approvvigionamento tra la Campania e il nord dell’isola quando, in seguito all’arresto da parte della squadra mobile di Sassari del napoletano Salvatore Cuomo, fermato a maggio del 2015 con due chili di cocaina nel suo negozio in Corso Trinità a Sassari, si era creato un vuoto nel mercato del Sassarese.

Dieci anni di carcere sono stati invece sollecitati per il napoletano Michele Assante Di Cupillo di 31 anni. Le altre richieste di condanna riguardano le due donne sassaresi della banda: Maria Grazia Giordo, 55 anni sassarese, ritenuta la “cassiera” della banda, per cui sono stati sollecitati nove anni di carcere e Vincenza Filippa Deligios, 63 anni, l’insospettabile casalinga sassarese che riceveva per posta i libroni con dentro la droga e per altri cinque presunti componenti dell’organizzazione. La cocaina che arrivava a Sassari dentro i pacchi postali era contraddistinta dall’elevatissimo grado di purezza pari all’83 percento. Un chilo all’ingrosso veniva pagato 48mila euro, ma poi una volta tagliata veniva rivenduta fino a 120 euro al grammo. Era Michele Assante Di Cupillo, nipote di Ronghi, che si occupava di spedirla da Napoli a Vincenza Filippa Deligios, compilando ogni volta distinte con nomi di fantasia, non sapendo però che i carabinieri erano già sulle sue tracce. A spacciarla in città e in provincia erano alcuni personaggi di spicco della criminalità locale. Il traffico si era interrotto quando a luglio del 2016 i carabinieri avevano fatto un blitz a casa della Deligios, sequestrando uno dei libroni con la droga. La donna, difesa dall’avvocato Massimiliano Tore, ha già patteggiato la pena per quell’episodio, ma ora rischia la condanna per l’ associazione a delinquere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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