nella vecchia corte d’assise
Al “processo” tra storia e finzione i giurati assolvono Rosa Zicchina
di Giovanni Dessole
SASSARI. Assolta. Rosa Zicchina è stata assolta. Il verdetto della giuria scatena l’applauso e la risata, quando uno dei giurati (Mario Lubino) chiede invece che a essere messo sotto processo sia l’au...
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SASSARI. Assolta. Rosa Zicchina è stata assolta. Il verdetto della giuria scatena l’applauso e la risata, quando uno dei giurati (Mario Lubino) chiede invece che a essere messo sotto processo sia l’autore del romanzo “Rosa Zicchina e i suoi colera” (Edes Edizioni), Cosimo Filigheddu. Nel gioco delle parti, con il libro a generare trama e attesa miscelandosi ad arte all’arte del teatro e alle pratiche della Giustizia, va in scena “Il Processo a Rosa Zicchina”. È andato in scena giovedì scorso con un doppio appuntamento organizzato in una cornice che ammalia e cattura lo sguardo, l’antica sede della Corte d’Assise in via Carmelo numero 3. Un piccolo gioiello d’architettura e architetture messo a disposizione dall’I.A.U Società di Ingegneria. Un evento che lascia il segno e apre a futuri interessanti e auspicati sviluppi, organizzato dalla Libreria Koinè con il patrocinio del Comune, presente in prima fila il sindaco Nanni Campus.
Una platea garbata, attenta, silente, distanziata e “mascherata” come da protocollo anti pandemia, ha assistito alle varie fasi processuali. Accusa, difesa e periti hanno portato in dote al dibattito le argomentazioni contenute del libro di Filigheddu, presentato solo alcuni mesi fa e capaci di catalizzare l’attenzione grazie al suo narrato, al suo intreccio con al centro le vicende della Zicchina, e alla sua ambientazione a forti tinte sassaresi. Tornando al processo: la parte dell’accusa è stata portata avanti dall’avvocato Nicola Lucchi, la difesa è stata affidata al procuratore della Repubblica, Gianni Caria. In via Carmelo non si scherza, sebbene l’ironia regni sovrana. La Corte, chiamata a esprimere il giudizio finale sul caso (letterario), è stata presieduta con piglio austero e competente dal professore Antonello Mattone, in rappresentanza della Storia. A rappresentare la Cronaca è stato chiamato il capo cronista della Cronaca della “Nuova Sardegna” Gianni Bazzoni. L’attore Mario Lubino, suo l’intervento conclusivo prima della pronuncia della giuria, ha dato voce e volto alla Finzione, mentre il libraio Aldo Addis ha rappresentato il Libro.
Preziosa, ai fini della sentenza, la testimonianza portata al processo da Lorena Piras, criminologa e autrice di un saggio ad hoc sul potenziale criminale di Rosa Zicchina. Storia, cronaca, finzione e libro vanno a braccetto con l’autoralità e la giustizia.
Una platea garbata, attenta, silente, distanziata e “mascherata” come da protocollo anti pandemia, ha assistito alle varie fasi processuali. Accusa, difesa e periti hanno portato in dote al dibattito le argomentazioni contenute del libro di Filigheddu, presentato solo alcuni mesi fa e capaci di catalizzare l’attenzione grazie al suo narrato, al suo intreccio con al centro le vicende della Zicchina, e alla sua ambientazione a forti tinte sassaresi. Tornando al processo: la parte dell’accusa è stata portata avanti dall’avvocato Nicola Lucchi, la difesa è stata affidata al procuratore della Repubblica, Gianni Caria. In via Carmelo non si scherza, sebbene l’ironia regni sovrana. La Corte, chiamata a esprimere il giudizio finale sul caso (letterario), è stata presieduta con piglio austero e competente dal professore Antonello Mattone, in rappresentanza della Storia. A rappresentare la Cronaca è stato chiamato il capo cronista della Cronaca della “Nuova Sardegna” Gianni Bazzoni. L’attore Mario Lubino, suo l’intervento conclusivo prima della pronuncia della giuria, ha dato voce e volto alla Finzione, mentre il libraio Aldo Addis ha rappresentato il Libro.
Preziosa, ai fini della sentenza, la testimonianza portata al processo da Lorena Piras, criminologa e autrice di un saggio ad hoc sul potenziale criminale di Rosa Zicchina. Storia, cronaca, finzione e libro vanno a braccetto con l’autoralità e la giustizia.
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