La Nuova Sardegna

Sassari

Rallista ubriaco assolto dal giudice

di Nadia Cossu
Rallista ubriaco assolto dal giudice

Il pilota aveva avuto un incidente mentre provava l’auto Scagionato perché non gli fu detto di chiamare un legale

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SASSARI. Lui, pilota di rally da diversi anni, aveva deciso di provare la macchina da gara in una strada privata. Ma a un certo punto si era schiantato contro un muro riportando diverse ferite e fratture. La scarsa prontezza di riflessi, inusuale per un pilota professionista come lui, aveva però una valida spiegazione: nel suo sangue i medici avevano infatti accertato «una concentrazione di alcol pari a 196 mg/dl». In pratica l’uomo, un 52enne del Goceano, guidava ubriaco. E siccome nel momento dell’incidente una pattuglia dei carabinieri passava nei paraggi, l’automobilista era stato sottoposto ai dovuti accertamenti e, una volta scoperto il tasso alcolemico, era stato denunciato.

Finito a processo (con giudizio immediato in seguito all’opposizione al decreto penale di condanna) il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a sei mesi ma due giorni fa il giudice Elena Barmina lo ha assolto con formula ampia. Così come aveva chiesto l’avvocato difensore Antonio Secci.

Scagionato nonostante sussistesse l’ipotesi più grave di guida in stato di ebbrezza, che si verifica quando il valore accertato supera 1,5 grammi per litro (nel caso specifico era di 1,96). È successo però che il 52enne dopo l’incidente era stato accompagnato all’ospedale di Ozieri con l’ambulanza del 118. Al pronto soccorso aveva firmato il consenso informato (come prevede il protocollo sanitario) ed era stato sottoposto a una serie di accertamenti. E qui sta il “cavillo” utilizzato dal legale in aula per ottenere l’assoluzione del proprio assistito.

Un automobilista vittima di incidente stradale, infatti, come prevede la legge deve essere avvertito della facoltà di farsi assistere da un difensore nel momento in cui viene avviata la procedura di accertamento strumentale dell’alcolemia. Avvertimento che non era stato invece comunicato al rallista prima di essere sottoposto agli esami ematochimici e urinari. E proprio da questi accertamenti era stato possibile rilevare lo stato di ebbrezza alcolica, ben superiore al limite consentito dalla legge (0,5).

Ma l’avvocato Secci, facendo riferimento proprio al mancato avviso della possibilità di chiamare un avvocato, ha chiesto e ottenuto l’assoluzione dell’imputato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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