Sassari, il Brico World raddoppia senza autorizzazione: chiuso dal Comune

Sanzionato un megastore cinese che aveva ampliato gli spazi

SASSARI. Un megastore dove era possibile trovare praticamente tutto per la casa e il tempo libero. Compreso, da un po’ di tempo a questa parte, anche un gigantesco reparto dedicato al giardinaggio ricavato da un capannone adiacente. Operazione però effettuata senza il corretto percorso burocratico: il Comune ha così richiamato all’ordine i titolari, imponendo la chiusura immediata e chiedendo di prendere una decisione sul futuro della loro attività. Futuro che, a brevissimo giro di posta, sembra destinato a essere un ritorno al passato, con la superficie di vendita che verrà modellata un’altra volta e ripresentata all’attenzione degli uffici comunali del Suape esattamente nelle stesse proporzioni originarie. Prima, cioè, che la grande passione per il giardinaggio e i salottini da esterno portasse alla realizzazione dell’imponente complesso.

L’insegna di BricoWorld campeggia imponente su viale Porto Torres ed è uno dei tanti market cinesi che nel corso degli anni hanno colonizzato Predda Niedda, un agglomerato che anche per colpa di questi insediamenti sempre più numerosi è molto difficile da definirsi “zona industriale”. Il megastore in questione è uno dei più spaziosi e frequentati, soprattutto in questo periodo delle festività natalizie quando si possono trovare a poco prezzo decorazioni di ogni genere, alberi, gnomi di pezza e quant’altro. Ma anche durante l’estate l’esposizione dedicata alle attività all’aria aperta era imponente: di fatto, la superficie base (già di per sè considerevole) era stata raddoppiata grazie alla riconversione del capannone di servizio e all’utilizzo degli spazi esterni, tra cui molti parcheggi, in ulteriore spazio di vendita. Parliamo di cifre importanti: da 2500 metri quadri circa, si era passati a oltre 5.000. Per fare un paragone, nemmeno gli store di Oviesse e Conad presenti in città raggiungono queste cifre. Tant’è vero che, arrivati a queste dimensioni, scatta il passaggio di grado: da media distribuzione, si passa a grande distribuzione. Passaggio che però comporta obblighi burocratici dei quali non c’è stata traccia e che comportano, oltre a un dialogo con gli uffici del Comune, anche con la Regione.


Le verifiche sono scattate ai primi di novembre e giovedì sera è arrivato il provvedimento di chiusura, insieme all’imposizione di prendere subito una decisione: o entrare con tutti i crismi nel grande giro e quindi avviare il relativo iter burocratico, oppure tornare al punto di partenza. Opzione, quest’ultima, che è sembrata subito la più percorribile. E dato che ai cinesi non manca la praticità, la capacità di lavorare né tantomeno la manodopera, ieri nel gigantesco capannone di viale Porto Torres l’attività ferveva per tutta la giornata. Ora i titolari dovranno anche dimostrare al Comune che è tutto come prima non solo sul versante degli spazi ma anche quello delle dotazioni di sicurezza, come le vie di fuga e l’impianto antincendio. Concluso questo passaggio, il megastore potrà riaprire e potrebbe essere una questione di giorni o addirittura di ore.

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