A Ittiri i bambini giocano e imparano i segreti dell’olivicoltura

ITTIRI. Resiste e si rafforza la cultura della raccolta delle olive che, grazie all’associazione degli olivicoltori ttiresi, “S'Ischimadorza”, mantiene viva, trasmettendola alle nuove generazioni,...

ITTIRI. Resiste e si rafforza la cultura della raccolta delle olive che, grazie all’associazione degli olivicoltori ttiresi, “S'Ischimadorza”, mantiene viva, trasmettendola alle nuove generazioni, una componente fondamentale nella filiera di produzione dell'olio extravergine di oliva. Nella giornata di venerdì scorso, nell’oliveto di Susanna Zinellu, in località S’adde de sas piras, si è tenuta la quindicesima giornata della raccolta che ha visto coinvolti oltre 60 ragazzi delle quarte elementari, accompagnati dai loro insegnanti. Ad accogliere le scolaresche il presidente e i soci dell'associazione. Quella che inizialmente era semplice curiosità si è trasformata, nel corso della mattinata, in interesse e partecipazione attiva. Infatti, agli alunni sono state illustrate le varie modalità di raccolta.

I ragazzi, oltre a mostrare grande interesse hanno potuto effettuare, con le proprie mani, la raccolta delle olive con i metodi tradizionali, attraverso l’uso di canne e lunghi bastoni, ma anche con l'impiego degli abbacchiatori motorizzati. Entrambe le modalità sono state attuate sotto la stretta sorveglianza di esperti olivicoltori che hanno spiegato nel dettaglio le varie operazioni. Non è mancato un ritorno al passato attraverso la riproposizione della raccolta manuale con l’uso della “Mutziglia” un contenitore in stoffa legato alla vita delle raccoglitrici dove venivano messe le olive raccolte da terrra. Dopo la piacevole e interessante fase lavorativa i ragazzi hanno avuto modo di gustare e apprezzare le tradizionali bruschette cosparse con l'olio extravergine di oliva. «L’entusiasmo e l'interesse mostrato dai ragazzi – dichiara il presidente Delogu – premia l'impegno dei soci de S'Ischimadorza e ci incoraggia a rendere sempre più partecipi le nuove generazioni in un comparto che ha rappresentato e ancora oggi rappresenta uno dei pilastri della nostra economia».

Vincenzo Masia



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